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L'ex assessore Marmorale: "Messa fuori dalla Giunta per motivi elettorali"

E' stata responsabile per un anno dei Diritti di cittadinanza del Comune di Napoli. De Magistris l'ha sostituita nell'ultimo rimpasto: "Avevamo iniziato un percorso non portato a termine. Accorpare Lavoro, Casa e Welfare in un unico assessorato è sbagliato"

 

"Mi chiamo Laura Marmorale e sono un'operatrice sociale". Si è presentata così l'ex assessore ai Diritti di cittadinanza del Comune di Napoli. Quasi a voler tracciare un'ideale linea di demarcazione tra quello che è stato fino a ieri e quello che sarà da oggi. Laura Marmorale tornerà a fare il suo lavoro di sempre, l'operatrice sociale, dopo che l'ultimo rimpasto della Giunta de Magistris ha decretato la sua uscita da Palazzo San Giacomo. 

Le sue parole non hanno nascosto l'amarezza per le modalità in cui è avvenuta la sua sostituzione: "Il sindaco ha fatto delle scelte guardando anche ai prossimi appuntamenti elettorali ed evidentemente io non rispondevo a questa logica. Delusa? Direi dispiaciuta". Un percorso, quello dell'ex assessore, cominciato un anno fa circa con un obiettivo ambizioso: rendere Napoli un luogo di accoglienza condivisa. "L'accoglienza non è qualcosa di cui si può solo parlare, è qualcosa che si deve attuare e non può ricadere sulle spalle dei cittadini. Perché, se facciamo questo errore, rendiamo i migranti dei nemici della popolazione. Ci vuole una struttura, una rete, che si costruisce col tempo. Al netto dei proclami, l'amministrazione di Napoli non è pronta oggi a essere città dell'accoglienza". 

Ha condiviso le politiche sociali con un altro assessore epurato, Roberta Gaeta. Tanto lavoro da spartirsi ma ben poche risorse per attuarlo: "In Comune non esiste più un'unità operativa sull'immigrazione, una sola unità lavorativa sull'emergenza rom, due sole persone per i senza fissa dimora. I numeri sono impietosi: in città ci sono circa 2mila rom e 1.500 persone che dormono in strada. Hanno romanzato sul cattivo rapporto tra me e la Gaeta, quasi a voler alimentare una competizione che non c'era". 

Le deleghe della Marmorale, come quelle delle Gaeta, sono confluite in quelle dell'assessore al Lavoro e alla Casa Monica Buonanno: "Le faccio un grosso in bocca al lupo - afferma Laura Marmorale - ma unire in un unico Assessorato lavoro, casa e politiche sociali è sbagliato e pericoloso, perché parliamo di tre bombe sociali".  

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