De Magistris: “La poltrona di sindaco non mi interessa”

De Magistris, oggi a Napoli, alla corsa alle primarie oppone l'idea di una rinnovata unità all'interno del centrosinistra. Per l'ex magistrato occorre cambiare metodo dopo "l'errore De Luca"

L'ambizione di sedere su una poltrona importante e remunerativa come quella di sindaco di Napoli non gli appartiene. Alla corsa alle primarie Luigi De Magistris oppone l'idea di una rinnovata unità all'interno del centrosinistra, ma a partire da nuovi presupposti. L'ex pm di Catanzaro e attuale eurodeputato nelle file dell'Italia dei Valori, che non perde occasione per smarcarsi dal leader nazionale Antonio di Pietro, sarà oggi nel capoluogo partenopeo per lanciare le primarie per il candidato sindaco. Con lui Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia ed esponente di Sinistra Ecologia, Libertà.

  Non possiamo permetterci di consegnare la città nelle mani della Carfagna  

Le indiscrezioni degli ultimi giorni accreditano il suo nome nella rosa dei candidati che prenderanno parte alle primarie per i possibili successori di Rosa Russo Iervolino a Palazzo San Giacomo. Quanto c'è di vero?
Smentisco tutto ciò che è stato detto nei giorni scorsi. La candidatura a sindaco di Napoli è un tema che non mi interessa. In questa fase mi preme ragionare sui programmi e su contenuti strettamente politici, per cercare di coinvolgere quante più persone possibili in un progetto democratico che coinvolga non solo tutti i partiti politici del centrosinistra, ma anche la società civile, gruppi di giovani, movimenti, comitati e associazioni.

Secondo lei qual è il profilo ideale del futuro sindaco di Napoli?

E' arrivato il momento di ragionare in modo completamente diverso rispetto al passato. Se si guarda alle ultime elezioni regionali e alla designazione di Vincenzo De Luca, allora ci si rende conto che è stato commesso un grave errore politico. L'Idv doveva proporre un altro nome, lo avevo detto fin dall'inizio. Per il nuovo primo cittadino si deve cercare una persona fortemente radicata all'interno della società partenopea, che abbia alle spalle una storia limpida, coerente e lineare. Napoli ha scadenze importanti nel breve e nel medio termine e non possiamo permetterci di consegnare la città nelle mani della Carfagna.

Si discute da tempo della crisi della sinistra che, come contraccolpo immediato, ha prodotto un lento avanzare della destra all'interno dello scacchiere politico nazionale e regionale. Secondo lei, dove ha inizio la disaffezione dell'elettorato?
La frantumazione della sinistra in tanti rivoli si è dimostrata sbagliata. Non siamo stati in grado di portare avanti la questione morale e non abbiamo avuto il rigore adatto a opporci alla deriva morale del centrodestra. Abbiamo cercato di inseguire Berlusconi sul berlusconismo, e quindi sul suo terreno, sul suo modello di vita. Tutto questo ha finito per annacquare l'identità di uno schieramento politico.

Nucleare, discariche e acqua pubblica: tre questioni su cui vorrei conoscere la sua opinione.
Io sono contro il nucleare, anche di ultimissima generazione, e credo nell'importanza della ripubblicizzazione dell'acqua. Quanto alle discariche, queste devono essere controllate. Bisogna seguire un percorso che porti al superamento dei siti di scarico non controllati e dell'inceneritore. Non bisogna seguire l'esempio di Chiaiano. E' necessario investire in un progetto culturale oltre che politico: puntare sull'aumento delle energie rinnovabili e sulla raccolta differenziata.

Un progetto che si allacci al modello Vendola?

Io non parlerei di "modello Vendola". Il modo di operare del presidente della Regione Puglia è lo stesso che l'Italia dei valori fa suo da tempo. Nessun partito politico ha l'esclusiva su tematiche ambientali che sfociano nella green economy. Sono battaglie che il centrosinistra e l'Idv portano avanti da tempo. Se le sposa anche Vendola, naturalmente, ci fa piacere.

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