martedì, 16 marzo

Borrelli: “Avanti per un ambientalismo pragmatico”

Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi, parla a margine della candidatura di De Luca condividendo con il candidato del Pd l'idea di un nuovo ciclo politico, le politiche ambientali e rilanciano un “new-deal ambientalista”

di Adriano Cotugno - 02/02/2010
borrelliA margine della conferenza stampa di presentazione del candidato Vincenzo De Luca, sostenuto da API, PD e Verdi abbiamo scambiato qualche parola con Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi ed ex assessore  all’ambiente alla provincia di Napoli.

Segretario, voi siete stati tra i primi a incontrarvi col PD per parlare di “nuovo ciclo politico”adesso la candidatura di  De Luca.
Se qualcuno avesse ascoltato questo discorso di De Luca 5 anni fa, probabilmente si sarebbe spaventato. È un ottimo amministratore e le persone intelligenti si vedono nella loro capacità di modificare e  di migliorare le proprie idee, anche di cambiarle, alcune volte se necessario.

A cosa si riferisce?

Parlo dei termovalorizzatori. Premesso che io non sono ideologicamente contrario, non ritengo che si debbano fare a chiose, a migliaia sul territorio: si devono fare quelli che eventualmente servono e se servono.
L’idea di costruire un termovalorizzatore in ogni provincia era e rimane una scelta sbagliata. Soprattutto in una   prospettiva in cui noi andiamo verso un incremento della raccolta differenziata. Sentirlo dire da De Luca questa sera mi ha fatto piacere; ma mi ha fatto ancora più piacere un’altra posizione avanzata. Sul nucleare.
 
Cioè?
Noi come nuovi verdi stiamo portando avanti un “new-deal ambientalista”, si tratta di un  ambientalismo scientifico e pragmatico: io non dico no al  nucleare ideologicamente dovunque; io inizio a dire no al nucleare in Campania, con la possibilità di fare energia alternativa. I motivi sono essenzialmente tre.
Innanzitutto, la Campania gode di una esposizione al sole e al vento tra le migliori del mondo, secondo abbiamo una antropizzazione elevatissima sul nostro territorio ed una bellezza ambientale da difendere. Terzo elemento: noi stiamo investendo sul turismo, e ai turisti non possiamo far vedere discariche di scorie nucleari e centrali atomiche.
Queste tre motivazioni devono indurci ad una riflessione: il nucleare in Campania è meglio non averlo, meglio puntare sulle energie rinnovabili.

Ha già qualche idea in mente?
Ad  esempio si potrebbe fare la più grande centrale termodinamica solare d’Italia. Tra l’altro vorrei ricordare che noi abbiamo avuto esperienza di come hanno gestito in passato le centrali atomiche. Penso a quella del Garigliano, costruita nel 1960 a distanza di 50 anni non è stata ancora smantellata, è ancora lì.. Un cittadino su 2 morto un quella zona è morto di tumore. Unica centrale che ha avuto ben 5 episodi di incidenti nucleari in cui si sono inquinate le acque del fiume, perché come molti sanno le centrali atomiche vanno costruite vicino ai letti dei fiumi perché l’acqua deve raffreddare le turbine. Queste sono valutazioni scientifiche; noi non diciamo “no alle centrali atomiche e basta”, bensì “al posto della centrale atomica e della discarica di scorie mettiamo una centrale solare”. Tutto ciò mi pare che De Luca l’abbia compreso bene. Poi vorrei aggiungere un’altra cosa.

Prego
Ovviamente discuteremo di tutti gli aspetti programmatici, noi vogliamo che l’Arpac  sia ripulita perché è importantissima l’agenzia per l’ambiente della regione Campania, deve essere gestita da persone competenti e non attraverso clientele.

Vuole rivolgere qualche considerazione ai suoi ex compagni di partito, che hanno scelto di confluire in Sinistra Ecologia e Libertà
Vorrei trovare delle motivazioni valide per unirci e non per dividerci. Vincenzo De Luca ha il mandato da parte del PD dei Verdi e dell’API per ampliare la coalizione. Mi chiedo quale soluzione migliore possiamo mettere in campo. Ma soprattutto: tutti hanno chiesto le primarie, poi si è presentato solo lui; a questo punto è lui che deciderà. Questa è anche la politica della democrazia: ad un certo punto si decide, non si può non decidere mai.

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