venerdì, 3 settembre

Caldoro presenta il programma, ma resta aperto il nodo Udc

Sabato mattina il candidato del Pdl Stefano Caldoro ha presentato il suo programma di governo durante. 6 punti chiave: sicurezza, lavoro, vivibilità, funzionalità, competitività, trasparenza e poi rendere la Campania la porta europea del Mediterraneo

di Adriano Cotugno - 07/02/2010
caldoro2Sabato alla Stazione marittima di Napoli, il candidato alla Presidenza della Regione per il Pdl Stefano Caldoro ha presentato il suo programma di governo.
Al suo fianco il coordinatore regionale Nicola Cosentino, il vice coordinatore vicario Maurizio Iapicca, Marcello Taglialatela, deputato e coordinatore cittadino del Pdl, il Sen. Sergio Vetrella e l'ex sindaco socialista di Napoli Nello Polese.
L'ex ministro per l'attuazione del programma illustra le linee guida su cui si sta lavorando: "Abbiamo istituito 20 tavoli tematici, ma si farà una sintesi. Non possiamo attardarci nel politichese e dobbiamo dimostrare di saper rappresentare il nuovo". In sintesi 6 punti chiave: sicurezza, lavoro, vivibilità, funzionalità, competitività, trasparenza e poi rendere la Campania la porta europea del Mediterraneo.
Più di 250 esperti coinvolti, espressione del mondo accademico, del lavoro, della società civile e che stanno lavorando per giungere ad una proposta programmatica condivisa e qualificata.

Il lavoro è iniziato nel mese di ottobre con l'evento "Cantiere Napoli Progetto". Il candidato del Pdl non risparmia affondi. Il binomio De Luca-Bassolino è, secondo Caldoro, evidente: "Non è giusto e non è corretto dire che lui rappresenta la discontinuità. Discontinuità è una parola che non si capisce. Cosa vuol dire? Discontinuo da chi? De Luca - ricorda Caldoro - è stato nel Pci, nel Pds, nei Ds e ora è nel Pd. Ognuno di noi ha una storia politica: questa è quella di De Luca."

Stefano Caldoro

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Poi continua: "Il mio avversario aprirà la campagna elettorale a Scampia penso che debbano chiedere perlomeno scusa, per lo stato di degrado in cui versano le periferie napoletane."
All'ingresso dell'edificio che ospita la convention erano assiepati una sessantina di disoccupati, appartenenti alla lista "Forza Lavoro Sociale"che intonavano slogan contro Bassolino e la Jervolino e ricordavano al candidato del Pdl l'annoso problema lavoro.
A questo proposito rincara la dose l'on. Taglialatela che afferma: " è davvero triste vedere disoccupati che non chiedono lavoro, ma chiedono di entrare in corsi di formazione professionale; non credo che sia giusto né utile dare dei voti agli attuali assessori regionali, ma non bisogna lesinare parole dure nei confronti dell'operato fallimentare di Corrado Gabriele, che ha ridotto la Campania ad una Regione in cui la speranza di un lavoro concreto non esiste più. Si tratta - continua il deputato - di un esempio di fallimento voluto. Evidentemente operare in questo modo rappresenta il modo più semplice di gestire in maniera clientelare le attese del lavoro."
Il Sen.Vetrella aggiunge: "La Campania ha perso tutti i centri decisionali di politica industriale: penso al Banco di Napoli, all'Ansaldo, all'Alenia; i progetti sono al palo, Bagnoli e Napoli Est su tutti; i fondi strutturali vengono spesi per opere futili e non vengono concentrati per quelle poche cose in grado di creare lavoro produttivo. C'è bisogno di maggiore assunzione di responsabilità."
Secondo Caldoro: "La Regione dovra' avere il compito di pianificare e programmare delegando a Comuni e Province la gestione dei servizi. L'azione di governo deve - afferma Caldoro - garantire equita' sociale e sostenibilita' delle scelte".
Stefano Caldoro affronta anche l'argomento nucleare: " La posizione del governo è chiara, netta; noi riteniamo che il nucleare sia strategico, non credo che per caratteristiche morfologiche e rischio sismico la Campania sia la Regione più adatta ad ospitare un insediamento del genere. Comunque sono decisioni che si prendono in sinergia tra governo locale e nazionale."
Intanto, ancora irrisolta la questione alleanze: l'accordo con l'UDC non è stato ancora ufficializzato. Caserta il nodo da sciogliere. Una promessa fatta 8 mesi fa, non rispettata, dietro il momentaneo empasse. Alleanza in tutte le province con il Pdl e appoggio a Cosentino alla Regione, Provincia di Caserta al centrista Domenico Zinzi. Il sottosegretario all'economia fa un passo indietro per le vicende giudiziarie, si riapre la trattativa ma il partito di De Mita non retrocede e insiste: "La provincia di Caserta spetta a noi."
La risposta di Nicola Cosentino in conferenza stampa: "Non c'è una questione Caserta, noi abbiamo presentato una bozza di programma che sottoporremo ai nostri alleati storici. Il resto passa in secondo piano di fronte all'esigenza di cambiamento che dobbiamo assicurate. Sono trattative separate. Quella regionale è una trattativa programmatica, prossima ad essere chiusa."
Non si sottrae il candidato presidente, ad un eventuale confronto pubblico con il suo antagonista De Luca, "Certo, sui programmi e secondo delle regole stabilite dalla stampa."

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