Tour elettorale, Di Maio: "Un milione di auto elettriche per far ripartire gli stabilimenti del sud"

Il candidato premier del Movimento Cinque Stelle, ha cominciato l'ultima giornata di giro elettorale nella sua regione partendo da Napoli, dove ha parlato di programma, candidatura dell'ex massone, querelle scontrini e ha lanciato bordate a De Luca, Renzi e Sgarbi

Di Maio e i candidati (Foto Ansa)

Parte da Napoli il tour elettorale in Campania per Luigi Di Maio parte dal teatro Sannazaro di Napoli. Qui l'uomo di punta del Movimento Cinque Stelle ha affrontato, di fronte a una platea molto folta, i temi cari al Movimento che costituiscono l'ossatura del programma elettorale. Ha parlato di banche, di sanità, di leggi superflue, di collusioni tra politica e affari ma ha anche risposto sui fatti d'attualità più stringente, a partire dalla candidatura dell'avvocato Catello Vitiello, ex iscritto a una loggia massonica.

Un affondo c'è stato nei confronti del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che è stato nominato anche commissario alla Sanità. "Qui in Campania la Sanità lavora per la politica, non per voi", ha detto Di Maio alle persone in platea, che lo hanno spesso applaudito. " Prima di metterci altri soldi dobbiamo spezzare il legame tra politica e manager della Sanità, altrimenti è come metterli in un pozzo senza fondo. Spezzare il legame", rincara la dose, " e far sì che i manager ringrazino un concorso pubblico e non un politico".

Linea dura del candidato del Movimento Cinque Stelle alla guida del Paese anche per quanto riguarda le banche: "La Costituzione dice di tutelare il risparmio non i manager", afferma e invita ad anadre a controllare "i buffi, come dicono a Roma, delle banche. Sono causati tutti dai prenditori di questo Paese". L'esponente pentastellato prosegue parlando di tagli agli sprechi, del piano Cottarelli che per lui "ha punti interessanti" e ribadisce che, il Movimento non si nutre di sprechi e clientele, "non sono il nostro serbatoio di voti".

A dimostrazione della ineccepibile morale degli iscritti al partito fondato da Casaleggio e Grillo, Di Maio decreta il "game over" per l'avvocato Catello Vitiello, candidato nel collegio uninominale di Castellammare di Stabia che sarebbe, secondo il Mattino, legato alla massoneria. "Per quanto ci riguarda", argomenta il leader Cinque Stelle, " è una persona che non ci aveva detto di far parte di una loggia massonica, e per questa ragione non può stare nel Movmento 5 Stelle. Gli abbiamo inibito l'utilizzo del simbolo e quindi per noi è game over". Le bugie non piacciono ai grillini, tanto che il buon Di Maio afferma, non solo che non si fanno sconti a nessuno, ma che questo vale per tutti, "soprattutto per chi non ci dice tutta la verità".

La candidatura dell'ex massone, che non vuole mollare la presa, non è l'unico problema a cui Di maio e company devono star dietro in questo momento, anzi, la bolla scoppia mentre tiene banco già da qualche giorno il caso degli scontrini "fantasma" dei parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli, accusati da un ex militante di aver finto di restituire oltre 21mila euro, nel caso di Cecconi, e oltre 76mila nel caso di Martelli, in un servizio delle Iene che andrà in onda questa sera.

Alle accuse Di Maio ribatte: "La notizia, in un Paese normale, è che il Movimento 5 Stelle ha restituito 23,1 milioni di euro di stipendi e questo è certificato da tutti quanti. Ci sono 7mila imprese in Italia che lo testimoniano, perché quei soldi hanno fatto partire 7mila imprese e 14mila lavoratori. Non sarà qualche mela marcia a inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e, come sanno gli italiani, da noi le mele marce si puniscono sempre".

Sulla storia dei rimborsi e della candidatura non controllata dell'avvocato Vitiello, Di Maio non sopporta la morale da parte di Matteo Renzi, suo sfidante alla poltrona di presidente del Consiglio dei Ministri, e conclude lanciando proprio a lui una sfida: "la cosa che mi fa rabbrividire è  che Matteo Renzi fa la morale a noi. Restituiscano 23,1 milioni lui e il suo partito e poi cominci a parlare".

Il tour elettorale di Luigi Di Maio proseguirà nel pomeriggio, prima a Scampia, poi a Torre del Greco dove dovrebbe fare un'apparizione anche Beppe Grillo, per poi terminare nella natia Pomigliano D'Arco, dove tra i competitor dei pentastellati c'è anche Vittorio Sgarbi, candidato al collegio uninominale per il centrodestra. "Mi dispiace per i miei concittadini che si devono sorbire Sgarbi", dice Di Maio tra il serio e il faceto, "però ho chiesto a tutti i cittadini di Pomigliano e del mio collegio di offrirgli un caffè e di essere gentili". 

"A chi sbraita in quel modo si risponde sempre con il sorriso", afferma l'esponente del Movimento e, soffermandosi sull'indotto automobilistico dice: "dobbiamo avviare subito un grande piano intorno all'auto elettrica per dare nuovi posti di lavoro". "Penso", conclude, "che con un milione di auto elettriche entro il 2020 potremmo far ripartire subito gli stabilimenti del Sud e quindi dare la possibilità di creare nuovo lavoro e nuovo sviluppo economico".

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