Decreto Sicurezza, consiglieri comunali di Napoli pronti a dare 'battaglia'

Le consigliere Elena Coccia e Alessia Quaglietta pronte a promuovere azioni per chiedere la sospensione del decreto, come emerso nel corso della Commissione comunale Cultura

La Commissione Cultura del Comune di Napoli, presieduta da Elena Coccia, ha affrontato con alcuni esperti le implicazioni per i Comuni della Legge 3 dicembre 2018 n. 132 sulle disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica. Un esame delle sfaccettature giudiziarie e amministrative del cosiddetto decreto sicurezza, recentemente convertito in legge dello Stato, che prevede una serie di novità in tema di immigrazione tali da suggerire, ha introdotto la presidente Coccia, la presentazione nel prossimo consiglio comunale di un ordine del giorno da parte del suo gruppo politico per chiederne l’immediata sospensione.

Come illustrato nel corso della riunione da Gianmarco Pisa, operatore di pace, sono molteplici le criticità del decreto, in particolare la compressione dei diritti soggettivi delle persone, il restringimento delle garanzie giuridiche a loro tutela attraverso l’abolizione del permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, che di fatto riduce la platea degli aventi diritto alla protezione attraverso il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiat (Sprar), ed aumenta invece i tempi possibili di permanenza nei Centri per il Rimpatrio.

Per l’avvocata Simona Fiordelisi, la stretta sui permessi umanitari aumenterà il raggio della clandestinità e di fatto contraddice lo spirito stesso della legge. Sul piano del profilo di costituzionalità del provvedimento, l’ordinamento prevede che siano le Regioni ad adire la Corte, ma anche i Comuni possono agire, anche se solo incidentalmente nell’ambito di un giudizio. Nel caso specifico, tramite i progetti Sprar o le procedure di iscrizioni anagrafiche, entrambe di competenza comunale, è possibile infatti che si verifichi un caso scatenante un giudizio che richieda la pronuncia della Corte sulla costituzionalità su alcune misure. Per Renato Genovese della Cgil, oltre alle disposizioni in materia di immigrazione, desta preoccupazione la possibilità che il decreto concede a Sindaci, Prefetti e Questori di adottare misure di prevenzione, così come la reintroduzione del reato di accattonaggio molesto.

Nel dibattito, la consigliera del Partito Democratico Alessia Quaglietta ha promosso un’azione congiunta tra più comuni della Città Metropolitana di Napoli, fino al coinvolgimento della Regione Campania, per sollevare dinanzi alla Corte Costituzionale i profilli di legittimità del provvedimento. Servono inoltre dati concreti sulla gestione dell’accoglienza dei migranti in città, in modo da rassicurare i cittadini sull’entità del fenomeno.

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La presidente Coccia, condividendo la proposta della consigliera Quaglietta, convocherà al più presto una commissione in Città Metropolitana per coinvolgere più comuni per una riflessione sulla costituzionalità delle misure che il decreto individua e che sono di competenza comunale, ad esempio in materia di sanità (i Sindaci sono autorità sanitarie locali); procedure di iscrizione anagrafica e progetti connessi agli Sprar.

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