De Magistris fa i conti per i prossimi anni: "Ecco i preventivi per migliorare Napoli"

Il primo cittadino descrive nel dettaglio le spese che l'amministrazione comunale si accinge ad affrontare in tutti i settori nevralgici: strade, trasporti, verde, cultura, sociale

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris fa il punto sulle spese che l'amministrazione comunale si appresta ad affrontare per alcuni indispensabili servizi pubblici che, promette il sindaco, saranno implementati "entro la fine del nostro mandato". Si passa dal settore strade (cento milioni) ai trasporti (40 autobus, 40 tram e nuovi treni metropolitani) al verde pubblico (20 milioni di euro). Poi de Magistris lancia una stoccata al Governo nazionale, che fa "a chi figli e a chi figliastri", consentendo l'autonomia ad alcune regioni, finanziando progetti per alcune metropoli, svantaggiando - secondo il primo cittadino - il capoluogo partenopeo. Di seguito il post integrale. 

Oggi voglio comunicare alcune azioni concrete per i servizi della nostra città che si vedranno quest’anno e nei prossimi due anni fino alla fine del nostro secondo mandato. È uno sforzo immane grazie al lavoro della nostra amministrazione tutta, della nostra maggioranza politica e dei napoletani che sempre di più lavorano per la cura della nostra amata Napoli. La risorse derivano dall’aumento della capacità di riscossione dell’ente, dal risanamento dei conti, dai fondi europei che ci siamo conquistati, da fondi nazionali per la coesione, dall’eliminazione di ogni spreco, da risorse della città metropolitana prima vincolate e poi liberate a seguito di battaglie istituzionali vinte. Strade: cento milioni tra il 2019 e il 2021, rifacimento tra le più importanti arterie di tutti i quartieri. Trasporti: 40 autobus prima dell’estate dopo i 50 arrivati prima di Natale, 40 tram che riprendono in primavera con il completamento di via Marina, prolungamenti funicolari e metro nelle prossime settimane, filobus centro/colli aminei in primavera, prossimi treni linea 1 tra fine 2019 ed inizi 2020. Verde: 20 milioni di euro da spendere già dalla primavera per nuove alberature e ristrutturazione di oltre dieci parchi. Impianti sportivi: per luglio ristrutturati tutti quelli interessati dalle Universiadi. Rifiuti: tra il 2019 e il 2020 aumento di spazzatrici, porta a porta che raggiungerà un abitante su due, cassonetti interrati nel centro storico, più centri di raccolta del multimateriale (plastica, vetro e cartone), inizi dei lavori per gli impianti di compostaggio. Cultura: più risorse destinate per importanti festival che caratterizzeranno il nostro territorio per i prossimi anni. Sociale: più risorse destinate per tutte le povertà e per il diritto alla casa. Per ora mi fermo qui.

Adesso tutti devono lavorare per realizzare gli obiettivi, senza sosta e senza nessun cedimento. Ci indigna, nello stesso tempo, che Regione e Governo non abbiano la dovuta e necessaria attenzione per la più popolata area metropolitana d’Europa. È ingiusto che il Governo regala 75 milioni per le buche alla sola città di Roma - a chi figli e a chi figliastri -, riprende a tagliare risorse alle città, toglie liquidità di cassa con la riduzione delle anticipazioni di tesoreria, non allenta vincoli finanziari e normativi (come il fondo crediti di dubbia esigibilità e le norme per gli enti in dissesto e pre-dissesto). Con l’età media dei dipendenti a 60 anni, una corsa verso la pensione con quota 100 ed estrema difficoltà ad assumere. È chiaro che ci vogliono portare al collasso per farci capitolare. Ma non ci riusciranno! Ed ora il Governo del cambiamento - sempre più in peggio - prepara la botta finale: autonomia solo a Lombardia e Veneto. Un regalo ai potentati della politica leghista, contro le autonomie delle stesse città del Veneto e della Lombardia. Autonomia per rafforzare oligarchie, non per far crescere la democrazia. Io sono favorevole alle autonomie, ma per tutti, a cominciare dalle città, dai comuni. Ma loro non vogliono che il potere si avvicini al popolo, desiderano un Paese disunito, rancoroso, avvelenato, diseguale. Noi vogliamo, invece, un’Italia coesa, unita, che valorizzi differenze ed autonomie. Di fronte ad un Paese che rischia il tracollo morale, economico e democratico non basta più la pur doverosa e nobile resistenza, si deve passare al contrattacco. Due obiettivi su cui lavorare subito: autonomia forte di Napoli e rafforzamento del progetto politico per costruire l’alternativa dal basso per un’alternativa di Governo. Stiamo arrivando.

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