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De Luca: "Trasporti, sanità, lavoro: il 2019 è stato un successo"

Il governatore presenta il documento di fine anno: "Abbiamo fatto miracoli". Ma liste d'attesa per le prestazioni sanitarie, ecoballe e mobilità a singhiozzo restano emergenze

 

"Abbiamo fatto miracoli, abbiamo portato la Campania a essere prima in molti settori e vogliamo continuare". E' un Vincenzo De Luca in grande spolvero quello che si presenta alla conferenza di fine anno, dove ai giornalisti è stato consegnato un report con tutti i successi raggiunti da questa amministrazione negli ultimi dodici mesi. Una ricostruzione che tiene conto, sicuramente, di passi avanti oggettivi ma che dimentica diverse criticità che a Napoli e in Campania restano croniche.

"Il primo grande risultato è l'uscita dal commissariamento della Sanità - afferma il presidente della Giunta - che ci permetterà nuovi investimenti. I nostri ospedali sono un'eccellenza. Abbiamo restituito la vista a bimbi ciechi e siamo all'avanguardia per la cardiochirurgia, solo per fare due esempi. Abbiamo dimezzato le liste d'attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie". 

Altro settore, altro successo. De Luca rivendica il piano per il rinnovo del parco mezzi del trasporto pubblico: "Abbiamo acquistato mille bus, duecento già consegnati, da distribuire alle aziende che si occupano della mobilità in Campania. L'Eav è stata risanata ed è in attivo, anche se sappiamo che sul trasporto su ferro ci sono ancora delle criticità. Abbiamo riavviato molti cantieri interrotti durante la precedente amministrazione a li abbiamo portati a termine, come Scampia, diventata la più bella stazione di Napoli". 

Sul lavoro come non citare il concorsone: "E' il più grande piano lavoro d'Italia - spiega De Luca - a febbraio avremo concluso le operazioni e 3mila giovani destinati all'emigrazione potranno cominciare a lavorare. Inoltre, la graduatoria durerà due anni, quindi anche chi non entra oggi potrà essere chiamato nei prossimi mesi". Non manca un riferimento all'ambiente: "Abbiamo smaltito 500mila ecoballe ed esiste un piano per smaltirle tutte entro il 2024". 

La chiusura del presidente della Regione è dedicata alle donne: "Dobbiamo puntare a politiche che permettano alle nostre donne una vita più comoda, con asili nido e strutture che non costringano a scegliere tra il lavoro e vere figli". Fin qui, il quadro fatto dagli uomini del governatore. A onor del vero, è doveroso ricordare che le criticità in Campania restano. Non è un caso che nell'annuale classifica de Il Sole 24 Ore sulla vivibilità le province campane si sono classificate tra la posizione 81 (Napoli) e la 94 (Avellino) su un totale di 107. Lo studio svela che lavoro, ambiente e sicurezza sono i tasti dolenti delle nostre città. 

Sul versante ambientale, se è vero che esiste un piano per lo smaltimento delle ecoballe è anche vero che nelle settimane del suo insediamento, nel 2015, De Luca annunciò la cancellazione del problema entro questa consiliatura. Scenario che, purtroppo, non si è verificato e gli ultimi rilievi dell'Europa su questo argomento risalgono appena alla scorsa estate quando da Bruxelles fecero notare che il piano campano non sembrava funzionare bene. 

Anche i trasporti sono in chiaroscuro se, a fronte dell'investimento su stazioni e autobus, appare evidente che Circumvesuviana e Cumana continuano a offrire un servizio scadente, così come testimoniato anche dal rapporto Pendolaria 2019 di Legambiente. Passando al lavoro, il tasso di disoccupazione in regione resta alto, oltre il 20 per cento (danti Banca d'Italia), sebbene in leggera diminuzione. I tremila giovani selezionati con il concorso, è bene ricordarlo, cominceranno con un anno di formazione e poi saranno dislocati. Un boccata d'ossigeno, certamente, ma tutt'altro che una spallata consistente all'emorragia di ragazzi, anche perché in origine De Luca avava annunciato un concorso per 10mila persone. 

Giudizio inevitabilmente sospeso per la Sanità che, al netto di punte di eccellenza, continua a soffrire di fragilità croniche: liste d'attesa lunghissime, limiti ai tetti di spesa per i centri convenzionati, ticket farmaceutico, personale ridotto all'osso, lacune nel servizio del 118, pronto soccorso affollati. L'interruzione del commissariamento governativo offrirà maggiori opportunità di investimento, ma eliminerà anche gli alibi di un settore che, come molti altri, dovrà scalare ancora posizioni per mettersi al pari delle Regioni più avanzate. 

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