Crollo Pompei, le reazioni del mondo politico. Bondi sotto accusa

Giovanna Melandri del Pd: "Solo l'ultimo atto della lunga sequela di fallimenti collezionati dal ministro. Bondi ha trascurato il gravoso impegno istituzionale"

Numerosi i commenti che arrivano dal mondo politico a due giorni dal crollo, avvenuto sabato mattina a Pompei, dell'intera Schola Armaturarum Iuventutis Pompeianae, edificio risalente agli ultimi anni di vita della città romana prima che l'eruzione la seppellisse.

Per Antonio Borghesi, vice capogruppo dell'IdV alla Camera, "il crollo di Pompei è un colpo durissimo al turismo. Gli sprechi di tanti enti che si sovrappongono e che usano i fondi per garantire la loro sopravvivenza invece che per promuovere il Paese sono la dimostrazione dello scempio compiuto da questo governo e dall'inutile ministro Bondi, che dovrebbe dimettersi se non è capace di garantire neppure i finanziamenti necessari ad evitare fatti come quelli di Pompei".

Il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, ha fatto invece sapere: “Il Paese viene fatto a pezzi dal governo del dolce far niente e il crollo della Casa dei Gladiatori, all'interno degli scavi di Pompei, ne la prova triste e tangibile. L'Italia possiede un patrimonio inestimabile che si irradia in tutto il territorio nazionale e non pu essere ignorato e calpestato dalla politica scellerata di ministri incompetenti. Non si capisce come Bondi, e ora anche Brunetta, caschino dalle nuvole, scaricando su altri ogni responsabilità dell'accaduto. Abbiano invece l'onesta di farsi da parte. Per ben otto anni al governo – ha concluso Orlando - e negli ultimi dieci il loro primo pensiero e impegno esclusivo stato come salvaguardare l'impunità di Berlusconi e come prosciugare e sottrarre i fondi alla cultura, affidando senza rispetto di regole soltanto appalti alla cricca, secondo il modello delinquenziale riscontrato da indagini giudiziarie sulla Protezione civile".

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha fatto sapere che sarà presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli. “Chiederemo di indagare in capo al ministero dei Beni culturali per i reati di omissione di atti dovuti e omissione di controllo in merito alla vicenda del grave crollo avvenuto ieri. Ci rivolgeremo anche alla Corte dei Conti regionale, affinché verifichi se l'episodio abbia determinato un danno all'erario e ne accerti le relative responsabilità".

Commenti arrivano anche dal deputato del Pd, Giovanna Melandri: "Il crollo di Pompei è solo l'ultimo atto della lunga sequela di fallimenti collezionati dal ministro Bondi. Forse troppo assorbito dal ruolo di coordinatore del partito dell'amore - aggiunge Melandri -, definizione quanto mai azzeccata alla luce della vita privata del suo leader, Bondi ha trascurato il gravoso impegno istituzionale. Una gestione fallimentare, il cui triste esito non poteva che essere il più basso livello di risorse destinate alle politiche culturali. Il tempo degli editoriali, caro ministro, è finito, non resta che prendere atto del fallimento della sua gestione e rassegnare le dimissioni. Lo faccia subito. Anzi subitissimo".

Il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, parla intanto di polemiche sterili: “Credo sia più opportuno guardare al da farsi piuttosto che cercare colpevoli che non si troveranno mai. Ha ragione Bondi quando sostiene che si dovrà lavorare anche per restaurare un 'sistema cultura' che ha bisogno di competenze specifiche nella sua gestione ed organizzazione. Ma è altrettanto vero che la manutenzione e la valorizzazione di complessi millenari richiedono strumenti straordinari e sono conscio che un Paese come il nostro, che dispone di monumenti unici al mondo, è chiamato ad un impegno improbo. Come presidente della Provincia di Napoli oggi, però, chiedo alle autorità competenti ed al Governo che si provveda al più presto ad una verifica di tutto il patrimonio di Pompei e di Ercolano - sottolinea Cesaro - intervenendo anche lì dove nel passato si è restaurato in maniera impropria se non addirittura dannosa. Dal mio canto in settimana mi recherò a Pompei per rendermi conto di persona dello stato delle cose e già domani convocherò una riunione con i dirigenti della Provincia per vedere come e in che modo l'ente che rappresento potrà agire anche economicamente, con propri mezzi, contribuendo alla tutela di quello che è un patrimonio archeologico dell'intera umanità. Ritengo che preservare questi luoghi della memoria e della culturale - ha concluso Cesaro - sia un obbligo morale dei napoletani e dell'intera nazione”.

Infine, la nota della Fp Cgil di Napoli che “ha ha ripetutamente denunciato come anni di incuria, l'avvicendarsi di Commissariamenti dediti ad operazioni di puro maquillage, le nomine di Soprintendenti 'ad interim' e quindi inadeguati a perseguire un progetto di recupero complessivo del sito archeologico di Pompei, i tagli alla cultura apportati in maniera draconiana dal ministro dell'Economia, quelli al personale ridotto ormai al lumicino, sono alla base del disastro annunciato di Pompei. Lacrime di coccodrillo dunque - secondo la Fp Cgil - quelle del ministro Bondi che invoca le risorse necessarie per provvedere a quella manutenzione indispensabile per la tutela e la conservazione di questo immenso patrimonio, quando per anni sono stati persi una quantità di fondi, non utilizzati o dirottati altrove, impedendo così l'avvio delle procedure per il restauro. Per questo più che mai ci sentiamo di sottoscrivere in pieno le parole del Presidente Napolitano che definisce il crollo di Pompei una 'vergogna nazionale'". La Fp chiede dunque che vengano effettuate tutte le indagini del caso al fine di individuare ogni responsabilità prossima e remota di quanto accaduto, oltre a una verifica statica di tutte le costruzioni del complesso monumentale perché solo per un caso fortuito il crollo non ha coinvolto lavoratori o turisti

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