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Conte lancia il Piano per il Sud, ma a San Giovanni scatta la contestazione

 

"Il Governo è pronto a lanciare un piano per il Sud. Se riparte il Sud riparte l'Italia". Non si può certo dire all'insegna dell'innovazione il discorso che il premier Giuseppe Conte ha tenuto di fronte a un centinaio di persone nella sede della Onlus Figli in Famiglia di San Giovanni a Teduccio. Il Piano per il Sud è un tema caro ai ministri della prima Repubblica, ripetuto e mai attuato fino ai nostri giorni.

Nella terza tappa della sua giornata napoletana, il presidente del Consiglio ha incontrato gli operai della Whirlpool e le associazioni del territorio. Lavoro, legalità, istruzione, sostegno al terzo settore sono stati i temi principali toccati. Conte ha assicurato l'impegno dell'Esecutivo, ma allo stesso tempo non ha avanzato alcuna proposta concreta, né anticipato misure particolari per Napoli, suscitanto il brusio scontento della platea. E anche quando, al termine dell'incontro, i gornalisti hanno provato a chiedergli dettagli sul piano per il Sud, il primo ministro ha glissato ed è andato via.

L'atmosfera si è fatta più tesa quando è stato toccato il tema dell'immigrazione. Il premier ha respinto l'accusa di un Governo poco attento ai diritti umani: "Stiamo lavorando per risolvere il dramma dell'immigrazione lì dove nasce, nei paesi di origine". Una frase che ha scatenato la reazione veemente di alcuni cittadini. "Per risolvere l'immigrazione dovremmo smetterla di sfruttare quei paesi, invece li ammazziamo in mare - ha denunciato una donna - Noi siamo umani a differenza di Salvini e di chi ci governa". 

La situazione è stata riportata a toni più pacati dal giornalista Sandro Ruotolo, moderatore e promotore dell'incontro. Quando Conte è uscito dalla sede della Onlus, però, è stato avvicinato da un giovane che gli ha chiesto ripetutamente quale impegno concreto volsse prendere per Napoli. Il ragazzo è stato fermato dalla polizia, perquisito e protato in questura per accertamenti. 

Della giornata napoletana del presidente del Consiglio, la cosa che resta maggiormente nella mente, forse, è la richiesta di Carmela Manco, presidentessa di Figli in Famiglia, onlus che lavora con i minori a rischio di San Giovanni a Teduccio: "Non si dimentichi di noi, presidente. Non riduca questa visita all'ennesima passerella. Parli di noi ai suoi ministri e dica loro che se vogliono vedere la vita devono guardare negli occhi i nostri bambini, che hanno avuto solo la sfortuna di nascere in un territorio disagiato".   

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