"Bagnoli, perché de Magistris ha torto anche quando ha ragione"

Il commento di Carlo Iannello, consigliere comunale, a proposito della vicenda Bagnoli e della contrapposizione tra amministrazione cittadina e Governo: "Lo Stato deve fare la sua parte"

Luigi de Magistris

Pubblichiamo l'intervento integrale del consigliere comunale di Ricostruzione Democratica Carlo Iannello a proposito della vicenda Bagnoli.

"Stamattina il Tar Campania si pronuncia sul ricorso presentato dal comune, che fa legittimamente (e giustamente) valere le sue prerogative istituzionali in sede giurisdizionale. Quali scenari si apriranno in caso di accoglimento del ricorso è presto dirlo. Quello che è certo è che la classe dirigente cittadina ha perso una buona occasione per difendere le prerogative comunali, lasciando solo il sindaco in una battaglia che è, prima di tutto, istituzionale. Un errore, dunque, anche sul piano politico.

Auspicare l’accoglimento del ricorso è, infatti, doveroso sia dal punto di vista istituzionale che sul piano politico. Sul piano istituzionale, l’esproprio dei poteri comunali non ha alcun senso se si vuole semplicemente che anche lo Stato faccia la sua parte. Per questo non servono né poteri straordinari, né commissariamenti. Lo Stato, infatti, può, anzi “deve” fare la sua parte perché Bagnoli è un sito d’interesse nazionale, per cui il recupero ambientale (dei fondali e del suolo, compresa la rimozione della colmata), è compito “ordinario” delle istituzioni centrali e in primo luogo del ministero dell’ambiente. Sbagliarono le classi dirigenti (nazionali e locali) negli anni ‘90 ad affidare questo compito una società comunale. Si continua oggi nello stesso errore perché il decreto di commissariamento affida questo compito ancora a una società (sebbene statale) che diventa il nuovo "soggetto attuatore". Inoltre, questo decreto è un errore pure dal punto di vista politico, perché il suo vero obiettivo è quello di affidare la pianificazione urbanistica proprio a questa società che, nella sua qualità di soggetto attuatore, diventerà proprietaria dei suoli e scriverà le nuove regole urbanistiche per Bagnoli. Cosa inammissibile dal punto di vista politico, prima ancora che giuridico, perché i poteri urbanistici non competono alla proprietà fondiaria.

Se si vuole davvero salvare Bagnoli, allora, è inutile tanto il commissariamento quanto ricordare che è bella. Ciò che si deve fare a Bagnoli è scritto nelle leggi in vigore da anni (recuperare la spiaggia e rimuovere la colmata), e i poteri “ordinari” dello Stato sono richiamati da queste stesse leggi. Leggi che la classe dirigente, soprattutto locale (ma con la complicità di quella nazionale), ha sempre cercato in tutti i modi di non rispettare. Compreso il sindaco attuale, sia chiaro, che appena insediato voleva celebrare la coppa America proprio su quella colmata che la legge vorrebbe rimossa. Cosa che fa per lo meno temere che questo giusto ricorso sia in realtà solo strumentale alla prossima campagna elettorale".

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