Dal piccolo al grande schermo: l’evoluzione di un personaggio iconico

In uscita uno spin off che ripercorre le vicende di uno dei personaggi più amati delle serie tv

Cinematograficamente parlando, ci sono personaggi e personaggi: alcuni di essi, seppur divertenti, interessanti e apprezzati dal pubblico, cadono presto nel dimenticatoio. Altri invece, per il loro spessore, per la loro profondità, per la loro complessità, talvolta  anche per la loro ambiguità, per un certo fascino sinistro derivante da questa ambivalenza di fondo, sopravvivono all’oblio e diventano vere e proprie icone.

E quando questo accade, la naturale conseguenza è che il pubblico voglia saperne di più, capire, osservare con i propri occhi il loro percorso esistenziale, indagare le ragioni di questa ambivalenza, risalire all’origine di questa affascinante stratificazione psicologica.

Non è certo un caso allora che negli ultimi anni abbiamo assistito a un proliferare di spin off, sequel e prequel che vanno esattamente in questa direzione: basti pensare per esempio al recente film che racconta le vicende del giovane Han Solo o alla serie tv Better Call Saul, spin off di Breaking Bed incentrato sull’istrionica figura dell’avvocato Saul Goodman.

Con l’uscita de L'Immortale in programma il 5 dicembre, è ora il turno di Ciro Di Marzio, uno dei protagonisti della serie tv italiana più famosa nel mondo: Gomorra.

Diretto e interpretato da Marco D’Amore, L’Immortale va a collocarsi  a cavallo tra la quarta e la quinta stagione di Gomorra ed è una origin story che ripercorre la vita di Ciro, da quando infante fu l’unico sopravvissuto al terribile crollo della sua palazzina durante il terremoto di Irpinia del 1980 - guadagnandosi appunto il soprannome di Immortale ­-,  passando per i suoi primi passi nel mondo criminale fino ad arrivare, in un'escalation di violenza e crudeltà in cui Ciro si destreggia con caparbietà e sangue freddo, a diventare quel personaggio che il grande pubblico ha imparato a conoscere nelle puntate di Gomorra.

Un’occasione imperdibile quindi per dare uno sguardo ravvicinato alle vicende esistenziali di un personaggio complesso, teso costantemente tra istinti compassionevoli e la più fredda spietatezza, così da poter approfondire quei conflitti irrisolti che determinano la personalità di Ciro Di Marzio e le sue scelte, dettate da un contesto caratterizzato irrimediabilmente dal segno brutale della crudeltà e in cui la tentazione all’indulgenza capitola di fronte all’esigenza di parlare l’unico linguaggio possibile: quello della violenza.

Questo progetto crossmediale targato Distribution Cattleya e Sky rappresenta inoltre una novità assoluta all’interno del panorama cinematografico italiano.

Per la prima volta, infatti, un personaggio di una serie tv diventa il protagonista di un produzione destinata al grande schermo, certificando un’esigenza avvertita sempre più come tale dal grande pubblico: approfondire la psiche dei grandi personaggi e rivivere i loro i traumi, gli snodi critici delle loro esistenze, così da approfondirne i caratteri e comprendere appieno una complessità precedentemente solo abbozzata ma non sviluppata da intrecci narrativi che, per la compresenza di altri personaggi, limitavano il loro spazio di manovra.

Il 5 dicembre è vicino e l’uscita de L'Immortale nella sale è ormai imminente: basta aspettare ancora un poco per tornare a vedere Ciro Di Marzio in azione. E cercare una risposta: il colpo di pistola di Genny Savastano ha veramente ucciso L’immortale? Lo scopriremo a breve.

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