Bambino rimproverato prende a calci la maestra e le rompe la milza

Rimproverato perché litigava con un suo compagno di classe, reagisce e prende a calci la maestra: è accaduto in una scuola elementare a Barra dove Maria Marcello a causa del colpo è stata operata per l'asportazione della milza

di Redazione 07/05/2010
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Un bambino di 10 anni ha mandato in ospedale la sua maestra dopo averle assestato un calcio che l'ha costretta al ricovero e all'asportazione della milza. È successo in una scuola elementare a Barra e la notizia è riportata oggi dal quotidiano Il Mattino.

E' avvenuto tutto in pochi attimi, per un equivoco. Il ragazzino di dieci anni, credendo che un suo compagno di classe lo stesse prendendo in giro, gli scaglia contro un portapenne. E' allora che la maestra, Maria Marcello, 48 anni, da tre anni docente al 48° Circolo didattico 'Madre Claudia Russo', interviene per evitare che tra i due si scateni una rissa.

Tiene Salvatore per un braccio e lui inizia a scalciare: uno dei calci colpisce la maestra al fianco. Un forte dolore e poi il ricovero a Villa Betania: la donna viene sottoposta ad un intervento di tre ore.

Chiara la diagnosi: asportazione della milza per una rottura proprio in seguito al calcio del ragazzino.

Intanto la polizia, su delega del Tribunale dei Minori, sta in queste ore ascoltando sia la docente che la preside dell'istituto, Rosa Seccia, per cercare di capire se il gesto del ragazzino sia isolato o se invece in passato si siano verificati altri suoi comportamenti del genere.

Su quanto accaduto indaga il commissariato di polizia di San Giovanni a Teduccio.

AGGIORNAMENTO

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Migliorano le condizioni della maestra



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Avatar anonimo di pasquale

operaio

pasquale:

spero solo che un caso di disgrazia non amplifichi la già martoriata civilta barrese

un chiarimento credo che sgonfi il caso
il 24 maggio del 2010 segnala
Avatar anonimo di Antonio Pisanti

Rivalutare il vero ruolo della scuola e degli insegnanti

Antonio Pisanti:

Una maggiore attenzione dei genitori per il comportamento dei figli, indotta , nella più estrema delle ipotesi, magari anche dalla consapevolezza delle conseguenze loro derivanti da danni provocati dai minori, può scaturire solo da una autentica collaborazione tra scuola e famiglia, che sia ispirata ad una considerazione e ad un riguardo più adeguati nei confronti della scuola e di quanti nel suo ambito svolgono il proprio lavoro.

Se genitori e figli continueranno ad agire all’insegna del “farsi valere”, con deplorevoli atteggiamenti di irrispettosità, di bullismo e di prevaricazione, servirà a ben poco potersi appellare alla “culpa in educando” nelle aule dei tribunali per il pur dovuto risarcimento dei danni provocati dai minori.

Un’inversione di tendenza deve partire dalla famiglia, per diffondersi nelle aule scolastiche ed avere forza di essere pretesa tra gli stessi docenti. Questi, infatti, sono spesso inermi e rinunciatari di fronte agli obblighi morali di una professione tendente a degradare verso compiti impiegatizi, tra l’altro mal retribuita e sempre meno qualificata.

La partecipazione dei genitori è andata progressivamente riducendosi per la pletoricità degli organismi partecipativi, i loro formalismi e le loro strumentalizzazioni, ma ora appare ancor più irrinunciabile con la progressiva deresponsabilizzazione educativa delle istituzioni scolastiche, alle quali tutto si chiede e sempre meno si dà.

http://www.facebook.com/antonio.pisanti?ref=profile
il 9 maggio del 2010 segnala
Avatar anonimo di franco

la passione de maestro

franco:

poi dicono che la scuola è uno stipendificio...e tutti i rischi che i maestri corrono dove li mettiamo?chi fa questo mestiere lo fa per passione e per amore verso i bambini...
l' 8 maggio del 2010 segnala
Avatar anonimo di roby

dott

roby:

noooo, nn é ke queste cose succedono solo a Napoli, a Bolzano una milza alla settimana. sono i giornalisti ke ne parlano solo quando accade a NA. c'è una congiura del nord contro i napoletani, noi esportiamo cultura!
il 7 maggio del 2010 segnala