Alunno bocciato: i genitori aggrediscono la preside

Daniela Pennarola, la preside della scuola media Sant'Alfonso dei Liguori, nella zona dell'Arenaccia è finita in ospedale perché aggredita dai due genitori di un alunno bocciato. È intervenuta la polizia che ha identificato gli aggressori

di Redazione 21/06/2010
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La bocciatura di un alunno è costata caro a Daniela Pennarola, la preside della scuola media Sant'Alfonso dei Liguori, nella zona dell'Arenaccia. La donna è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari dell'ospedale in cui è stata portata in ambulanza perché i genitori del ragazzino bocciato l'hanno aggredita.

Niente orecchie d'asino, sgridate e punizioni per chi viene bocciato, ma insulti e aggressioni alla preside della scuola. Almeno così, dalle prime ricostruzioni, sembrano pensarla i genitori del ragazzino. Secondo le testimonianze raccolte, la preside Daniela Pennarola è stata dapprima insultata dai genitori, che avevano fatto irruzione nella scuola inveendo all'indirizzo dei docenti, poi il padre dell'alunno le si è avventato contro e l'ha afferrata per i capelli strattonandola con violenza.

Sul luogo è intervenuta la polizia che ha identificato gli aggressori. Sull'episodio stanno indagando gli agenti del commissariato Vasto-Arenaccia, diretti dal vicequestore Pasquale Trocino.

La preside, contattata dall'Ansa, ha spiegato che tentativi di aggressione e minacce si sono verificate più volte davanti e all'interno dell'istituto tanto da essere stata costretta a chiedere inutilmente una vigilanza assidua in quella che ha definito "terra di nessuno".

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C'era stato già un precedente sabato scorso, quando si seppe che il ragazzo era stato respinto, la madre dell'alunno si presentò a scuola abbandonandosi ad intemperanze verso i docenti, ma in quella circostanza non ci fu alcuna aggressione. Oggi la madre è tornata nella scuola e, secondo una prima ricostruzione, appena ha incontrato la preside, ha avvertito con il telefonino il marito che l'ha raggiunta e si è scagliato subito contro la vittima.
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Solidarietà alla preside aggredita

Antonio Pisanti:

Quando si ha notizia di gesti di bullismo e di teppismo a scuola, spesso episodi di vera e propria criminalità per i modi in cui sono compiuti e per i danni che procurano a persone o cose, si è soliti invocare una maggiore vigilanza dei genitori sulla condotta dei figli minori ed invitarli ad una più attiva collaborazione nei confronti delle istituzioni scolastiche.Per i casi recenti di Barra e di Ischia abbiamo noi stessi richiamato la possibilità di appellarsi a quanto previsto dal Codice civile e dalla conseguente giurisprudenza in proposito che ha più volte condannato i genitori per “culpa in educando”, ritenendoli responsabili per i danni procurati dai figli minori. L’intento del legislatore, oltre ad essere finalizzato al risarcimento nei confronti dei danneggiati, vuole essere precipuamente educativo nei confronti dei ragazzi e degli stessi genitori, perché esercitino  le loro funzioni di educazione alla legalità e alla civile convivenza.Talvolta, purtroppo, capita che siano proprio i familiari degli alunni  che, oltre a non fornire tale doverosa e preziosa forma di collaborazione, vedono nell’istituzione e negli operatori scolastici una controparte da bersagliare con infondati atteggiamenti rivendicativi e persino da aggredire quando le loro  pretese non siano state soddisfatte.

Antonio Pisanti 
il 23 giugno del 2010 segnala