Un grosso "cavallo azzurro" ha catalizzato l'attenzione di centinaia di passanti in Via Toled, nel cuore del pomeriggio. I meno informati hanno immediatamente pensato ad un corteo in favore del Napoli Calcio, il cui simbolo è da sempre il "ciuccio".
In realtà si trattava di una riproduzione di "Marco Cavallo", l'imponente scultura in vetroresina realizzata nel 1973 dallo psichiatra Franco Basaglia insieme ai degenti e agli studenti dell'Ospedale psichiatrico di Trieste.
Il cavallo azzurro divenne ben presto simbolo della "rivoluzione basagliana" che portò alla chiusura dei manicomi grazie alla Legge 180. Da allora "Marco Cavallo" cominciò a girare in tutte le città, come icona di liberazione dalla coercizione sociale.
La scultura, che nel capoluogo campano è stata portata in spalla dagli operatori del terzo settore in lotta contro i tagli, è tra i protagonisti del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, in corso di svolgimento presso l'Istituto per non vedenti Colosimo.
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