Riutilizzo risorse e riduzione sprechi: Napoli nella lista delle città ecosostenibili, ma solo di misura

Prima assoluta Milano. La nostra città in classifica soltanto per gli orti urbani. Tra gli indicatori utilizzo dei mezzi pubblici, disponibilità di aree verdi, efficienza energetica, share mobility.

Napoli, anche se solo di misura, entra tra le città italiane più performanti sul piano della sostenibilità e dell’economia circolare, cioé quell'economia basata sul riutilizzo delle risorse e sulla riduzione degli sprechi, all'insegna dell’eco-sostenibilità.

E' il risultato della ricerca presentata oggi dal Cesisp, il Centro di Economia e regolazione dei servizi, dell’industria e del settore pubblico dell’Università di Milano-Bicocca, che ha analizzato la realtà italiana da un punto di vista Glocal.

Il Cesisp ha sviluppato un sistema di misurazione dell’economia circolare nelle prime 10 città italiane per popolazione, tutte con più di 300mila abitanti che, rigorosamente in ordine alfabetico, sono Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino.

"Abbiamo costruito una serie di indicatori – precisano i ricercatori – per dare un contenuto numerico ai 5 cluster o pilastri dell’economia circolare" ovvero 

  1. il riutilizzo delle risorse,
  2. la condivisione sociale,
  3. la sostenibilità ambientale,
  4. la condivisione dei beni
  5. l’uso efficiente di beni e risorse.

20 i parametri di misurazione utilizzati dai ricercatori.

Nella classifica Milano è risultata prima in 3 cluster su 5 (riuso, condivisione dei beni, uso risorse), seconda nel livello di condivisione sociale, mostrando le principali criticità per input sostenibili (pilastro nel quale si posiziona quinta), in particolare in efficienza energetica, disponibilità di aree verdi sul totale della superficie comunale e produzione di energia elettrica da fotovoltaico. In quest’ultimo indicatore, al contrario, punteggio massimo per Catania seguita da Bari e poi Bologna.

Milano primeggia anche per numero di cittadini che scelgono di acquistare beni di seconda mano (seguiti da Firenze e Genova), per percentuale di raccolta differenziata (quindi Firenze, Bologna), numero di passeggeri sui trasporti pubblici rispetto alla popolazione totale (a pari merito con Roma, poi Torino insieme a Bologna) e diffusione della sharing mobility (poi Firenze, poi Torino).

Più colonnine di ricarica per i mezzi elettrici si registrano a Firenze, seguita da Milano, poi Bari.

Le città con più volontari in percentuale alla popolazione sono risultate, in ordine, Firenze, Bologna e Torino.

Per aree verdi, Roma batte Palermo e Bologna.

Per numero di orti urbani sul totale del verde, la prima è Bologna, seguita da Napoli e poi Firenze: un risultato a dir poco modesto per la nostra città. 

Infine, Bologna domina per diffusione di auto elettriche e ibride sul totale del parco auto, seguita da Milano e Roma. Venendo alle piste ciclabili in cima Bologna, quindi Firenze e Torino.

Il nostro studio – concludono i ricercatori – ha l’obiettivo di fornire e sviluppare strumenti per supportare i decisori locali regionali e statali per comprendere il posizionamento del nostro Paese e, soprattutto, avere dei primi strumenti di analisi di impatto per promuove un impianto normativo efficace basato sulla consapevolezza della realtà.  

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