Made in Sud, Matranga e Minafò: “Dopo ‘Un pugno di amici’ già sogniamo un nuovo film”

Il famoso duo comico palermitano parla del loro primo film lanciato su piattaforma. Nel cast molti dei volti di Made in Sud e Maurizio Casagrande

Dopo il successo televisivo nel programma Made in Sud, dopo aver riempito teatri con Sicilia Cabaret portato con successo su Rai 2, conquistato il web con milioni di visualizzazioni Matranga e Minafò (al secolo Tony Matranga e Emanuele Minafò) fanno il grande salto e realizzano il loro primo film ‘Un pugno di amici’ film prodotto dalla napoletana Tunnel Produzioni in associazione con Sicilia Social Star e distribuito dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti.

Per il duo palermitano è un debutto importante che ha visto anche l’ingresso di Amazon Prime quando le sale cinematografiche sono state chiuse permettendo un’uscita alternativa al film in piattaforma dalla settimana scorsa. I giovani Matranga e Minafò condividono la scena con altri personaggi dello show come I Ditelo Voi e Maria Bolignano con la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagrande, new entry per l’occasione della famiglia dei comici di Made in Sud. A loro si aggiungono anche i comici di Sicilia Cabaret per una commedia dove le gag non mancano con una sfumatura da crime diretto da Sergio Colabona noto per essere regista di alcuni di show e format più celebri della tv come Casa Mika, Stasera tutto è possibile e Grande Fratello.

Napoli-Sicilia: un ponte tra Pulp e comedy 

La storia è quella di quattro amici un po’ sgangherati che organizzano una rapina con la speranza di risolvere tutti i loro problemi, ma dopo una serie di disavventure saranno costretti a una precipitosa fuga da cui avranno inizio tutti i loro problemi. Tra situazioni comiche e sketch esilaranti i ragazzi dovranno sperimentare nuovi sistemi per sbarcare il lunario. Sulle loro tracce anche il nuovo commissario della squadra di polizia Maurizio Casagrande, che per riuscire nella sua missione dovrà riuscire a collaborare con i discutibili componenti della sua squadra. 

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Che sia un film comico che fa da ponte tra l’asse Napoli -Sicilia che la Tunnel ha già avuto modo di tastare con le incursioni nel programma televisivo non ci piove ma, nel suo genere, va verso una strada atipica anche rispetto ai tre precedenti film prodotti dal produttore e impresario Nando Mormone che ha partecipato alla stesura della sceneggiatura insieme a Matranga, Minafò, Colabona e Ciro Cerruti: Un pugno di amici si apre con una rapina senza scimmiottature che si potrebbe aspettare da un film puramente comico ma, anzi, nella cura dei dettagli anche nell’estetica richiama il genere crime. Una scelta che spiazza lo spettatore e che indica anche la volontà di non accelerare esclusivamente sulla comicità a tutto spiano. “Abbiamo voluto non esagerare con la comicità per non sopraffare il lato pulp della storia dove anche il valore dell’amicizia viene fuori, un sentiment che volevamo che arrivasse, infatti anche l’improvvisazione c’è stata ma dosata” raccontano Emanuele e Tony che hanno presentato il film con una call conference post uscita su Amazon Prime  insieme ad alcuni componenti del cast e a Nando Mormone che aggiunge: “E’ un film low budget e con i mezzi a disposizione è stato fatto un lavoro incredibile. Ringrazio sia Lucky Red per aver sostenuto questo film che Amazon Prime che in seguito ci ha dato l’occasione di andare in piattaforma. È stata una decisone difficile rinunciare alla sala per ora ma è stata la cosa migliore per un film indipendente come Un Pugno di Amici. L’autunno è incerto e avranno spazio i film delle grandi produzioni”.

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Matranga e Minafò: dai villaggi turistici alla sfida di un secondo film 

Hanno mosso i primi passi nei villaggi turistici recitando proprio le commedie di Vincenzo Salemme interpretate da Maurizio Casagrande ecco anche una delle ragioni per le quali hanno desiderato che l’attore napoletano partecipasse al loro primo film che è un po' la summa del loro percorso fatto fino adesso. Nei villaggi hanno imparato ad approcciarsi con un pubblico numeroso dove sperimentando cose nuove: “I villaggi sono fondamentali per un comico si può provare e correggere. È un buon banco anche per capire quanto sia utile il lavoro di squadra eliminando manie di protagonismo, infatti il nostro desiderio sarebbe quello di cercare di realizzare film sempre con lo stesso team lavorando su copioni diversi” spiega il duo palermitano. Sono due ragazzi decisi e con la voglia di crescere. Hanno la testa sulle spalle e non cercano la battuta a qualsiasi costo per colpire i giornalisti. 

“La liturgia legata alla promozione al cinema del film ci è mancata e abbiamo deciso di sfidare noi stessi: siamo già a lavoro su una nuova sceneggiatura e sarà presente lo spaccato che stiamo vivendo e se Un Pugno di amici piacerà speriamo di poterlo girare appena ci saranno le condizioni giuste. Per un comico è impossibile non affrontare nei testi per il teatro e nelle sceneggiature il periodo dell’emergenza sanitaria”.

Maurizio Casagrande il mentore    

“È un film spensierato con una sceneggiatura garbata in cui c’è umanità. La presenza di umanità a volte scarseggia nei film comici” dice Maurizio Casagrande spiegando che questi sono stati alcuni dei motivi che l’hanno convinto ad accettare il commissario di polizia che dovrà risolvere il misterioso caso della rapina. Per Casagrande l’idea di esplorare un terreno diverso dalla comicità dove in genere si muove nel cinema e nel teatro è stata stimolante: “Nel lavoro a un certo punto si fanno scelte di pancia e mi divertiva l’idea di esplorare un contesto così. Loro sono dei ragazzi che puntano in alto e mi considerano un po’ il loro mentore e ciò significa che sono ormai vecchio. Questo commissario è umanamente divertente, un po’ come quei personaggi interpretato da uno storico caratterista Mario Carotenuto presente in molte commedie diventate dei cult negli anni ’60 e ‘70”.

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Riguardo alla situazione che si prospetta con l’ipotetica apertura dei cinema e i teatri del 15 giugno in luce anche della petizione indirizzata al Ministro Franceschini firmata dai grandi nomi della cultura e dello spettacolo italiano per non far riaprire i teatri privati con le condizioni e i protocolli indicati dalle istituzioni Maurizio Casagrande ha le idee chiare: “Non si può pensare a un teatro con poche persone. Con le distanze il pubblico non si emoziona. Nel frattempo bisogna tenere in vita lo spettacolo ma bisogna aspettare per ritornare a il cinema e il teatro come abbiamo sempre fatto”.
 

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