Pecoraro Scanio sul clima: "Non è maltempo, sono vere tempeste tropicali"

"Subito 100% rinnovabili o rischio catastrofe. Il Governo riprenda i miei progetti studiati con Rifkin e Rubbia e le proposte della Conferenza sul clima"

L'Italia è da giorni sotto una vera tempesta di vento e pioggia, che sta provocando vittime e ingenti danni anche in Campania e a Napoli in particolare. Ne parliamo con Alfonso Pecoraro Scanio già ministro dell'agricoltura e dell'ambiente e fondatore e leader dei Verdi e oggi docente universitario e presidente della fondazione Univerde.

Sta accadendo quello che Lei lanciò come allarme nel settembre 2007 quando da ministro dell'ambiente convocò nella sede della Fao la prima e ultima conferenza italiana sul cambiamento climatico?
La conferenza organizzata da me era stata preceduta da un anno di studi e conferenze coordinate da scienziati e esperti. Non era la tipica passerella cui la politica spettacolo ci ha abituati. Ecco perché io da Ministro rilanciavo dati scientifici. Ma venni attaccato da alcuni giornali pieni di pubblicità della lobby petrolifera e accoliti. Vollero ridicolizzare l'allarme bombe d'acqua e approfittarono di un refuso dell'ufficio stampa per negare il rischio di aumento della temperatura del mare. Esattamente quella che è oggi riconosciuta da tutti come causa di cicloni e tempeste sempre più violente. Politici e giornalisti prezzolati coadiuvati da quelli semplicemente ignoranti e presuntuosi iniziarono una campagna mediatica contro me e il ministero dell'ambiente. Eppure io avevo consiglieri come Carlo Rubbia e Jeremy Rifkin. Avevo lanciato non solo il solare fotovoltaico ma anche quello a concentrazione, i progetti all'idrogeno tutte azioni da riprendere.
Oggi chi costruì la campagna contro di me e i governanti che bloccano quella strada virtuosa dovrebbero rispondere di oltre 10 anni persi nel prepararsi al cambiamento climatico già in atto e a frenare drasticamente l'uso dei fossili fino ad azzerarlo 

Cosa consiglia a questo governo su questo tema?
Sul piano della mitigazione del rischio #climatechange occorre riprendere il piano per ridurre le emissioni di CO2,rilanciare le rinnovabili, rendere stabile l'ecobonus che introducemmo oltre 10 anni fa. Poi proprio la conferenza sul clima propose un piano di adattamento al cambiamento climatico già in atto. Bisogna avviare un piano di prevenzione e messa in sicurezza ma anche migliorare i sistemi di allarme e spiegare ai cittadini che siamo di fronte a eventi più frequenti e violenti del passato. Basta parlare genericamente di maltempo.
Un ciclone che uccide da Crotone a Belluno, passando per Napoli. Onde e allagamenti eccezionali da Catania a Venezia, da Napoli a Genova, da Roma a Milano sono tempeste tropicali pericolose.  Occorre davvero non uscire di casa e in determinate situazioni dovremmo imparare a coprire le vetrate come vediamo nei film americani. Negare l'evidenza del cambiamento avvenuto e i rischi di catastrofe climatica non aiuta.

Intanto grandi media italiani e politica parlano soprattutto di altro
Infatti mercoledì mattina ad Agorà su Rai 3 ho detto che questo dibattiti mi ricordano il ballo sul Titanic che affondava. Siamo ancora in tempo per una rapida transizione che archivi i combustibili fossili e per costruire opere e metodi per convivere col cambiamento in atto evitando lutti. Per farlo serve agire subito.

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