Fridays for future, il 29 novembre il quarto sciopero globale

Attese in piazza Garibaldi migliaia di studenti: "Dobbiamo uscire dalla logica emergenziali e cominciare a vivere in maniera più sostenibile", spiega Dioguardi di Fridays for Future Napoli

(Friday for Future / foto De Cristofaro)

Saranno in piazza domani, venerdì 29 novembre, gli studenti che aderiscono al Quarto sciopero globale del movimento Fridays for Future, nato e cresciuto ispirandosi alle parole della giovane attivista Greta Thunberg. Migliaia di ragazze e ragazzi, ma anche adulti, attivisti, professori, maestri, professionisti, manifesteranno attraversando le strade della città chiedendo azioni concrete per contrastare i cambiamenti climatici già in atto nel mondo.

La carica dei 100mila per salvare il pianeta

"Aspettiamo un grande numero di persone, ci sono state tantissime adesioni. Poi il numero vero dei partecipanti lo realizzeremo solo domani, quando ci sarà il concentramento alle 9:00 in piazza Garibaldi", spiega Davide Dioguardi di Fridays for Future Napoli. "Contiamo anche sull'appoggio di professori e presidi, vorremmo vedere anche loro in piazza: per gli studenti questo è un momento di crescita e di grande consapevolezza".

Allerte meteo

Per Dioguardi le ripetute allerte meteo dei giorni scorsi - seguite poi dalle ordinanze di chiusura delle scuole emesse dal sindaco - non sono casualità meteorologiche: "Ci troviamo di fronte a un autunno insolito. Sono questi gli effetti dei cambiamenti climatici. Questo autunno è la fotografia di quello che intendiamo per climate change. I danni a Matera, l'acqua alta a Venezia ci insegnano che bisogna uscire da questa logica emergenziale e iniziare a investire sui territori, in prevenzione ed educazione ambientale. Nel caso delle allerte meteo napoletane, bisogna cominciare a investire in strutture scolastiche più solide", spiega Dioguardi. 

Le buone pratiche

Cosa può cominciare a fare ciascuno di noi per rallentare questi processi? "Sicuramente un'azione concreta c'è: non acquistare acqua in bottiglie di plastica. Poi dobbiamo evitare il consumo massiccio, non acquistare più del necessario. Questa è la crisi del sistema complessivo, la crisi di un sistema capitalista che non regge più: viviamo molto spesso al di sopra delle nostre possibilità, bisogna invece rivedere le proprie abitudini personali e cominciare a ragionare in maniera più sostenibile", conclude Davide Dioguardi. 

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