Dark Side: Napoli nel team internazionale che studia la materia oscura

La nostra città ha un ruolo di primo piano in uno dei più importanti esperimenti internazionali per lo studio del lato oscuro dell'Universo

Arthur Mc Donald, Premio Nobel per la Fisica 2015, sarà a Napoli il prossimo 12 novembre. Nel pomeriggio, alle 16.30, incontrerà gli studenti della Federico II nell'Aula Carlo Ciliberto del Complesso di Monte Sant'Angelo.

"Understanding our Universe from Deep Underground", ovvero comprendere il nostro universo partendo dalla materia oscura, il tema dell'incontro, che si tiene nell'ambito del programma F2 Cultura dell'Ateneo federiciano e rientra nella VII edizione del ciclo di conferenze in memoria del grande fisico napoletano Antonio Barone. Dopo i saluti del Rettore Gaetano Manfredi, del Presidente del Politecnico Piero Salatino e del Direttore del Dipartimento di Fisica Leonardo Merola, Giuliana Fiorillo, del Dipartimento di Fisica dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, introdurrà il premio nobel Arthur Mc Donald che si soffermerà sui molti esperimenti attualmente in corso nel mondo sulla materia oscura, elusiva componente della natura che sembra costituire oltre il 30% della massa dell'universo. In particolare, nel corso della conferenza, il Premio Nobel Mc Donald parlerà di alcuni esperimenti di punta che vedono coinvolti in prima persona, e in ruoli di responsabilità, i fisici napoletani. E l'importanza del nostro contributo  allo studio della materia oscura è attestata anche dal fatto che il Meeting Internazionale della Collaborazione si svolgerà dall'11 al 15 novembre proprio a Napoli (presso il Complesso dei Santi Marcellino e Festo della Federico II). La professoressa Fiorillo spiega che "la Collaborazione internazionale mira alla scoperta della materia oscura con un rivelatore basato su una grande massa bersaglio di argon liquido. Il rivelatore è installato sotto una spessa coltre rocciosa all'interno dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN e rappresenta una vera e propria sfida scientifica e tecnologica. Per la realizzazione dell'esperimento, la Collaborazione, che conta più di 350 ricercatori provenienti da 65 istituzioni internazionali in 14 diversi paesi del mondo, ha introdotto molte tecniche avanzate. Da queste - continua la Fiorillo - ci attendiamo impatti positivi sulle economie locali del Mezzogiorno d'Italia".

DarkSide-20k, questo il nome dell'esperimento, è infatti caratterizzato da una peculiarità tecnologica unica per questo tipo di esperimenti: per la prima volta i rivelatori di luce tradizionali sono sostituiti da rivelatori al silicio, i cosiddetti Silicon PhotoMultipliers (SiPMs), interamente disegnati e prodotti all'interno di una filiera italiana: la produzione avviene infatti  in Abruzzo. I SiPMs sono prodotti nella fonderia di silicio LFoundry, selezionata da INFN per poi essere assemblati all'interno della "Nuova Officina Assergi", una struttura per la produzione di rivelatori su larga scala che sarà a breve realizzata da INFN e Regione Abruzzo presso LNGS. Successivamente i rivelatori verranno inviati a Napoli, per la completa caratterizzazione a temperature criogeniche nel laboratorio CRYOLAB allestito con il contributo di INFN e della Regione Campania presso il dipartimento di Fisica Ettore Pancini dell'Ateneo Federico II.

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