Dal Trentino in visita a Napoli per fare esperienza di legalità

Gli studenti di un liceo trentino in gita scolastica a Napoli per vedere come è possibile trasformare la periferia in luogo di straordinaria bellezza

Due classi del liceo Martino delle scienze umane "Martini" di Mezzolombardo hanno visitato la scorsa settimana luoghi e storie di impegno educativo e civile a Napoli:  un vero viaggio “sociale” che ha portato gli studenti trentini nelle periferie di Napoli, tra associazioni e fondazioni che operano per trasformare zone e quartieri dimenticati in straordinari luoghi di bellezza e inclusione.

Gli studenti trentini hanno incontrato gli operatori di Officine Gomitoli, presidio di accoglienza e formazione sui temi legati a cittadinanza, intercultura e seconde generazioni nel cuore di Napoli, e della cooperativa sociale Terra e libertà a San Giovanni a Teduccio. Hanno inoltre partecipato ad un laboratorio di arti grafiche sociali presso la Fondazione ARTUR, nata su iniziativa di Maria Luisa Iavarone a seguito dell’aggressione subita nel dicembre 2017dal figlio Arturo da parte di alcuni ragazzini: gli studenti del Martino sono stati introdotti dagli allievi del master per “Esperto in educazione motoria e sportiva per l’inclusione sociale e la prevenzione del rischio” dell’Università “Parthenope” insieme con il fumettista Davide Bozza  nelle metodologie e tecniche di ingaggio educativo. Tappa anche al teatro NEST, vero punto di riferimento culturale della periferia est di Napoli dove hanno potuto assistere a “Se questo è un uomo” di Primo Levi, rivisitato e interpretato da Daniele Salvo.

Sulla pagina web del liceo trentino la prof.ssa Maria Giovanna Franch scrive: "Il cosiddetto turismo scolastico sociale  dovrebbe forse rientrare a pieno titolo nei piani dell’offerta formativa delle scuole, così come a tutti i ragazzi dovrebbe essere garantita l’opportunità di immergersi in contesti apparentemente lontani dalla propria biografia e dalla propria storia. La pratica del fare, della relazione e del mettersi in gioco è davvero una via privilegiata per attivare meccanismi di crescita personale e apprendimento più profondi ed efficaci, soprattutto per quei ragazzi - tra cui i trentini - che non vivono in contesti di particolare pericolosità sociale, ma che sono comunque esposti a un diffuso fenomeno di degrado culturale" . 

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