La spritualità di quella gente della diaspora ebraica che vestiva in bianco e nero era davvero coloratissima, il loro linguaggio autentico fu quello
del khassidismo dove il pensiero spirituale più estremo si coniuga con la semplicità profonda di una pietas per la più insignificante delle manifestazioni
dell'esistente. Moni Ovadia conduce per mano lo spettatore verso un mondo straordinario che ci parla e ci ammaestra, anche dalla sua assenza, attraverso un'energia che pulsa.
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