Al teatro delle Palme dal 25 gennaio al 5 febbraio 2012 va in scena Gino Rivieccio con "La Pazienza differenziata", di Gino Rivieccio, Gustavo Verde, Maurizio De Giovanni
"Quando ero ragazzo avevo deciso che non avrei mai lasciato la mia città. Io ci vivo da quando sono nato e ho avuto la fortuna anche per il lavoro che svolgo non solo di girare parecchio ma anche di restare ragazzo a lungo per cui mi sono innamorato un sacco di volte. Mi sono innamorato di Milano, di Roma, di New York, di Sidney, di Parigi e di tante altre. Negli ultimi tempi ho corteggiato qualche piccolo centro della Val Passiria, ho flirtato con un comune altoatesino e sovente mi faccio sedurre da Palermo e dalla sua Mondello. Che vuol dire? Che da ragazzo le cose si vedono diversamente? Che col tempo anche l’amore più indissolubile si annacqua? O è semplice stanchezza dettata da una difesa ad oltranza di un amore che comincia a mostrare qualche crepa? Certe volte mi sento come quegli uomini pazzamente innamorati che anche di fronte all’evidenza negano l’adulterio della propria donna. Per loro quella donna è fedele e chi ne insinua il dubbio va ricacciato nella sua solitudine. Non vogliono sentirselo dire ma in fondo sono consapevoli che qualcosa di vero c’è. Sanno che al primo ammiccamento sarà pronta a flirtare con un altro. E io so che Napoli tradisce e continuerà a farlo. Ma so anche che gli amori sono come le malattie: ti ricordi solo la più importante. E Napoli con tutte le sue complicazioni resta il mio grande amore. La pazienza differenziata infatti è uno stato d’animo, è un modo di essere. La pazienza differenziata appartiene a tutte quelle persone che hanno la forza di aspettare, di sbollire certi sentimenti, qualche volta anche di subire gli eventi della vita. Ma la pazienza differenziata è anche l’abitudine a rispettare la spazzatura e a riporla nei siti giusti, consapevoli che noi italiani con le regole viviamo un continuo conflitto di disinteresse. Tutto questo si traduce nella convinzione che la satira sia l’adeguato inceneritore dove riporre i rifiuti e i finti spazzini che ci circondano".
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