Canto di Natale di Charles Dickens

Presso Il Pozzo e il Pendolo Teatro Piazza San Domenico Maggiore, 3, Napoli
Dal 22/12/2011 Al 06/01/2012

Paolo Cresta e Carlo Lomanto
Paolo Cresta e Carlo Lomanto

Il Pozzo e il Pendolo, in occasione dello spettacolo Canto di Natale di Charles Dickens, trasformerà i propri spazi, divenendo un salotto d’altri tempi, dove non mancherà proprio nulla: dalla poltrona da ‘sprofondo’ al plaid, per rendere più familiare la serata, fino alle piccole leccornie che rendono dolci le serate natalizie. Insieme intorno ad un ideale focolare, per un omaggio a chi ha saputo raccontare il Natale che tutti noi vorremmo.

Un coinvolgente ed emozionante “incontro”, per raccontare una notte di Natale che, a distanza di oltre un secolo, conserva l’inossidabile
attualità di suggestioni preziose.

Un racconto, due voci. Una fatta di parole, l’altra di suoni. Ed intorno, le luci, le immagini, gli odori, i sapori di un Natale che, nella memoria o nell’immaginazione, ognuno conserva.  Ancora una volta le parole sono prese in prestito da un libro, per condividerne le emozioni, seguendo la traccia segnata, in un dicembre di molti anni fa, dallo stesso autore.

Intorno al 1840, infatti, Dickens si trovava a vivere un periodo di grandi ristrettezze economiche. Per far fronte all’emergenza decise di
scrivere una storia che potesse essere raccontata, da lui stesso, nei salotti più in vista della nobiltà londinese.

La sua iniziativa riscosse tanto successo che, in pochi mesi, le sue finanze si ristabilirono.

Quando fu di nuovo un gentiluomo benestante, l’eco del suo racconto giunse fino alle stanze di Buckingham Palace.

La regina Vittoria decise di invitare il singolare “cantastorie” a corte, per poter godere, con pochi intimi, le suggestioni di quell’esperienza che in tanti magnificavano.

Dickens, però, declinò l’invito. “Se sua Maestà avesse voluto sentire la mia storia, avrebbe dovuto chiedermelo quando il destino si accaniva contro di me, quando la sua regale liberalità avrebbe potuto restituirmi quella dignità che sentivo fuggire inesorabilmente da me. Ora che il fato mi sorride, la mia storia la racconto solo per diletto”.

 “L’idea è quella di restituire - spiegano i due registi - l’incredibile potere affabulatorio che le pagine di Dickens custodiscono, attraverso un lavoro nel quale la voce del narratore e quella del vocalist s’intrecciano, si accavallano, si separano. Un frammento di storia letteraria che ci piace leggere come un invito, da parte dell’autore, a dare ancora voce alla sua storia, scritta per essere raccontata”.

Un frammento di storia letteraria, che si può ‘leggere’ come un invito, da parte dell’autore, a dare ancora voce alla sua storia, scritta per essere raccontata.

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