A via Duomo la Notte dei Musei con otto straordinari siti da visitare gratis

Museo Filangieri

Il 9 novembre a via Duomo appuntamento con la notte dei Musei: otto siti straordinari aprono gratuitamente fino a mezzanotte per far scoprire la bellezza di questo concentrato straordinario di arte e cultura.

Si chiama “La Notte dei Musei di via Duomo” la prima di una lunga serie di iniziative promosse in occasione dei 130 anni di questa strada che attraversa il cuore di Napoli, collegando via Foria con via Marina.

Cardine maggiore della città antica, via Duomo offre 1200 metri con una incredibile densità di musei e luoghi d’interesse storico che raccontano e ripercorrono gli insediamenti artistici a Napoli e le sue tradizioni, dall’archeologia all’arte sacra, dal Barocco al Contemporaneo. Un percorso lungo il quale si incontrano il Filangieri Museo, la chiesa San Severo al Pendino, il Pio Monte della Misericordia - Caravaggio, il Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, il Cartastorie – Museo dell’Archivio storico del Banco di Napoli, il Complesso Monumentale Donnaregina - Museo Diocesano di Napoli, il Complesso monumentale dei Girolamini e il Museo del Tesoro di San Gennaro.  

Otto realtà di eccezionale interesse, che sono al centro di un importante progetto per la riqualificazione e la messa in rete dell’area, promosso dalla Regione Campania con il supporto della SCABEC, nato dal protocollo d’intesa tra l’Ente regionale e gli otto musei del comitato “Via Duomo strada dei musei”, presieduto da Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro e del Museo Filangieri. 

 La serata del 9 novembre inizierà alle 19 con il concerto dell'ensemble vocale e strumentale, Niccolò Jommelli nella chiesa di Santa Maria della Colonna (via dei Tribunali, 282), di recente riapertura, a cura del Complesso Monumentale Donnaregina - Museo Diocesano di Napoli a ingresso gratuito.

A partire dalle 20 e fino alle 24 visite guidate gratuite contingentate ogni 30 minuti negli otto musei coinvolti con prenotazione obbligatoria al numero verde 800 600 601 da fisso e allo 081 19737256 da cellulare ed estero. L’ultimo ingresso è alle 23,30.

La Notte dei Musei di via Duomo è il primo appuntamento di una serie di iniziative che mirano a trasformare questa strada in un modello di turismo smart, con la creazione di un itinerario pedonale tra gli otto musei, dotato di info-point turistici digitali con informazioni sul percorso e sui trasporti ad esso correlati. Il progetto prevede anche il potenziamento dei trasporti “da e per” via Duomo con navette dedicate, in previsione dell’apertura al pubblico della fermata “Duomo” della linea Metropolitana.

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha, inoltre, fortemente voluto l’inserimento di questa area nel progetto ARCCA (Architettura della Conoscenza Campana) per la digitalizzazione degli archivi di tutti i reperti e le opere degli otto musei e per la creazione di un’identità visiva unica con la nascita del brand “Via Duomo, strada dei musei”.  Coordinatore di queste attività, su indicazione della Regione Campania attraverso la SCABEC, è l’ing. Luigi Iavarone.

Tutte le info su www.nottedeimusei.com #ndmviaduomo

I MUSEI 

Filangieri Museo 

Il giorno 8 novembre del 1888 il Museo Civico Gaetano Filangieri fu aperto al pubblico e il “sogno” del mecenate delle arti, Gaetano Filangieri junior Principe di Satriano, si era realizzato: istituire un museo dove allestire ed esporre le sue raccolte d’arte, diventando modello per la formazione di giovani artigiani e artisti napoletani. Il palazzo Como, rara testimonianza architettonica del rinascimento toscano a Napoli, grazie al totale finanziamento e al progetto dello stesso principe, era stato infatti spostato di circa 20 metri indietro per scongiurarne l'abbattimento a seguito dei lavori del Risanamento, allineandolo così lungo l'arteria della nascente via Duomo. L’idea visionaria di Gaetano Filangieri che, oltre a creare un museo all’avanguardia nel panorama europeo, in piena rivoluzione industriale volle dare impulso alla trasformazione delle eccellenze artigianali napoletane creando le Officine Meridionali si era dunque finalmente materializzata esattamente 130 anni fa.  Un edificio che vale la pena di ammirare perché è un autentico gioiello di architettura e di funzionalità e che espone al suo interno una galleria d’arte straordinaria con dipinti dal cinquecento all’ottocento, armi e armature di tutto il mondo collezionate nei secoli, una delle più importanti collezioni di porcellane e di biscuit, una biblioteca con 30.000 volumi, statue, tessuti, manufatti antichi, ma soprattutto il Filangieri Museo rappresenta l’idea “rivoluzionaria” di una mente illuminata. Un Principe di Museo

Chiesa san Severo al Pendino 

La chiesa nel maggio del 199 è stata restituita dopo cinquant'anni alla pubblica fruizione. I lavori di restauro e consolidamento, a cura della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Napoli e provincia, iniziarono alla fine degli anni settanta. La struttura è stata riportata all'architettura originaria, mettendo in luce le trabeazioni e i pilastri rinascimentali nascosti dagli stucchi ottocenteschi. San Severo fu edificata nel 1575 sull'antica chiesa con ospedale di Santa Maria a Selice, modificata e ristrutturata tra il 1599 ed il 1620 su disegno di Gian Giacomo Conforto. L'interno presenta i caratteri architettonici tipici del Cinquecento, in cui si inseriscono gli altari ottocenteschi in marmo policromo. Degno di nota è il monumento sepolcrale di Giovanni Alfonso Bisvallo, scolpito da Gerolamo D'Auria nel 1617, smembrato dal terremoto del 1688 e ricomposto nel restauro ottocentesco nell'altare del transetto destro. La fruibilità della chiesa di proprietà comunale viene assicurata dal Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali della IX Direzione Centrale Politiche Culturali del Comune di Napoli con personale comunale e lavoratori socialmente utili. La pregevole navata della struttura ospita concerti, esposizioni temporanee e manifestazioni culturali consoni alla monumentalità del luogo.

Pio Monte della Misericordia - Caravaggio

Il Pio Monte della Misericordia è un edificio monumentale di Napoli situato in piazza Riario Sforza, lungo il decumano maggiore. Nato come istituzione benefica laica, tra le più antiche e attive della città, ospita al suo interno una chiesa seicentesca dov'è conservata la tela delle Opere di Misericordia del Caravaggio, tra le più importanti pitture del Seicento, ed altri prestigiosi dipinti dello stesso secolo appartenenti alla scuola napoletana. L'opera in questione si rivelerà cardine per la pittura in sud Italia e per la pittura italiana in genere, la cui composizione, rispetto alle pitture romane, è più drammatica e concitata, non esistendo più un fulcro centrale dell'azione. Presso il Pio Monte della Misericordia è conservato, inoltre, il documento legato al pagamento a favore del Caravaggio, secondo il quale al pittore sarebbero spettati 370 ducati a saldo dei 400 totali pattuiti; al primo piano la Quadreria del Pio Monte della Misericordia, ospita una delle più importanti collezioni private d'Italia, esponendo dipinti di Ribera, Vaccaro, Giordano, De Mura e altri dipinti dal XVI al XX secolo, oltre ad una significativa sezione Contemporanea.

MADRE · museo d’arte contemporanea Donnaregina

Nel cuore storico di Napoli, i tre piani dell'ottocentesco Palazzo Donnaregina ospitano il Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, fondato e interamente partecipato dalla Regione Campania: 7.200 mq di spazi espositivi, con installazioni site-specificpermanenti di artisti italiani e internazionali, opere del progetto Per_formare una collezione (2013-in progress) e mostre temporanee. Il palazzo, che prende il nome dal Monastero di Santa Maria Donnaregina (XIII sec.), è uno splendido esempio di stratificazione storica, tipica di tutto il centro antico di Napoli. Acquistato nel 2005 dalla Regione Campania, è stato restaurato e adibito a museo su disegno dell'architetto portoghese Àlvaro Siza Vieira,Leone d’oro alla carriera2012, e ne è stata concessa la disponibilità alla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Il 10 giugno 2005 il Madre ha inaugurato i suoi spazi con l’apertura degli allestimenti site-specificnelle sale del primo piano; tra il 2005 ed il 2006 l’intero edificio è stato completato, con l’apertura al pubblico delle sale del secondo piano e del terzo piano. Oggi il Madre offre al suo pubblico, insieme ai percorsi espositivi temporanei e permanenti, una biblioteca, una mediateca, un bookshop/caffetteria, e propone un articolato programma di eventi e servizi didattici, oltre ad un progetto annuale dedicato all’integrazione sociale, Io sono Felice. Il Madre - che si è progressivamente reso in questi anni il testimone di una storia che ha reso la Campania un crocevia di tutte le arti contemporanee - è un'istituzione rivolta a studiare e documentare il passato attraverso la sensibilità e i linguaggi contemporanei, sostenendo al contempo le pratiche emergenti e mettendo in relazione dimensione locale, nazionale e internazionale. Le parole chiave a cui si impronta la sua azione sono: pubblico, collezioni, ricerca. 

Il Cartastorie | museo dell’Archivio Storico del banco di Napoli

La Fondazione Banco di Napoli è una fondazione bancaria nata con una propria autonomia a seguito della trasformazione del Banco di Napoli in società per azioni, sulla base della Legge Amato del 1990. In base a tale legge, la proprietà della banca passò alla fondazione che ha sede nello storico Palazzo Ricca in via dei Tribunali, dove nel XVII secolo operava il Banco dei poveri. La Fondazione persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale su tutto il territorio nazionale e all’estero. I settori di intervento sono quelli della ricerca scientifica e tecnologica, dell’educazione e della formazione, dell’arte e dei beni culturali, del volontariato e della filantropia. Tra le principali attività anche una missionprivilegiata: la gestione, la tutela e la valorizzazione dell’Archivio Storico della Fondazione, il più grande archivio di natura bancaria al mondo, nel quale sono raccolti preziosi documenti capaci di dischiudere, a studiosi e appassionati, una fonte preziosa di informazioni che vanno dal 1450 ad oggi di storia napoletana, meridionale, italiana, europea e di paesi extra-europei. La fondazione dispone anche di una fornita biblioteca di carattere economico che ha ricevuto in donazione nel 2002 dal Banco di Napoli.

Complesso monumentale dei Girolamini

Il complesso di San Filippo Neri nacque nel 1586, quando si insediarono in città i religiosi seguaci del santo, conosciuti con il nome di Girolamini in quanto nella chiesa di San Girolamo della Carità di Roma era stato fondato il primo "Oratorio". I seguaci di San Filippo erano inoltre noti anche con il nome di "Oratoriani", perchè membri della Congregazione dell'Oratorio fondata dal santo toscano, o anche, popolarmente, Filippini. Il complesso dei Girolamini, sito del Polo museale della Campania, si trova nel cuore di Napoli all’incrocio tra via Duomo e via dei Tribunali, fu fondato tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento e ingrandito nel corso del secolo successivo, fino a divenire Monumento Nazionale nel 1866. L'intero edificio comprende, oltre la Chiesa, una prestigiosa Quadreria, la prima pubblica di Napoli; una ricca Biblioteca, la più antica biblioteca pubblica di Napoli e la seconda in Italia; un pregevole Archivio musicale; due Chiostri monumentali e l'Oratorio dell'Assunta (detto anche "degli artisti"). La chiesa dei Girolamini o Gerolomini ha un impianto architettonico di tipo basilicale e intitolata alla Natività di Maria Santissima e a tutti i santi. La sua decorazione in oro, marmi e madreperla le valsero il titolo di Domus aurea. Il suo interno presenta una concentrazione di opere di grande qualità di artisti sia napoletani che di estrazione toscana, emiliana e romana che la rendono, assieme all'annesso convento, uno dei più importanti complessi monumentali della città. Nella chiesa sono presenti capolavori del tardo-manierismo romano e napoletano, del naturalismo e del barocco trionfante. 

Attualmente tutto il Complesso è interessato da importanti lavori di restauro e valorizzazione, tuttavia, l’importante Quadreria, con i capolavori dei Maestri dal Cinquecento al Settecento – tra i quali Andrea Sabatini da Salerno, Battistello Caracciolo, Jusepe De Ribera, Andrea Vaccaro,  Guido Reni-  da venerdì 9 novembre 2018, aprirà nuovamente al pubblico, negli ambulacri adiacenti le sale storiche della Biblioteca. 

Complesso Monumentale Donnaregina - Museo Diocesano

Il Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano di Napoli offre un interessante ed unico itinerario tra gotico e barocco. Si può ammirare la chiesa trecentesca di Donnaregina Vecchia, rara testimonianza dello stile gotico napoletano. Tale edificio sacro nasce nel 780 d.C. e fu sede inizialmente dell’ordine basiliano, successivamente dell’ordine benedettino e infine di quello francescano. Grande benefattrice della chiesa Vecchia fu la regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò, il cui monumento sepolcrale è opera di Tino di Camaino, ancora visibile nella chiesa. Importanti sono gli affreschi conservati nella Cappella Loffredo e nel coro gotico di scuola cavalliniana, unico ciclo di epoca giottesca ancora interamente conservato della città di Napoli. Il ciclo pittorico del coro presenta un Giudizio Universale, storie di Cristo, di santa Elisabetta, santa Caterina e sant’Agnese. 

All’inizio del XVII secolo le monache del convento di Donnaregina decisero, per adeguarsi al nuovo gusto del tempo ed in seguito al Concilio di Trento, di costruire ex novo una nuova chiesa moderna, di gusto barocco, ad opera di Giovan Giacomo di Conforto. La chiesa di Donnaregina Nuova presenta un interno a navata unica con sei grandi cappelle, un importante altare con marmi policromi e due grandi tele di Luca Giordano.

Inoltre sono visitabili il comunichino delle monache, la sacrestia, l’antisacrestia ed i matronei al secondo piano, ricchissimi di opere d’arte che costituiscono il Museo Diocesano di Napoli. Qui troviamo i dipinti provenienti dalle tante chiese napoletane e dalla Cattedrale. Tra i tanti si possono ammirare capolavori di Luca Giordano, Aniello Falcone, Andrea Vaccaro, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Charles Mellin, Mattia Preti, Paolo De Matteis. Sono inoltre esposti busti reliquiari in argento e preziosi oggetti liturgici in oro e argento e, di particolare valore, la Stauroteca di San Leonzio croce reliquiario con frammento della Santa Croce in oro filigranato del XII secolo, con gemme e smalti cloisonnés.  L’intero complesso museale, che si estende su circa 3.500 mq, offre un percorso storico-artistico e religioso di oltre quattro secoli, dove è possibile soffermarsi per ammirare le diverse testimonianze artistiche all’interno di una vita conventuale e monastica molto affascinante.

Museo del Tesoro di San Gennaro

Arte, invenzione, devozione popolare, religiosità, spettacolarità: tutto questo e altro racchiude l’esposizione del Museo del Tesoro di San Gennaro, in un percorso di capolavori lungo sette secoli che oggi è possibile ammirare intatto grazie all’opera meritoria della Deputazione. Molti degli oggetti esposti, infatti, sono stati salvati e preservati dai continui saccheggi ed espropri dell’epoca, riuscendo a giungere sino a noi integri, testimoni di una storia esemplare di finissimo artigianato che parte dal quattordicesimo secolo. I capolavori in mostra nel Museo del Tesoro di San Gennaro documentano, appunto, la straordinaria capacità di artisti, di scultori e di argentieri napoletani che hanno saputo conciliare sapienza tecnica e creatività. Unica nel suo genere è la pregevole collezione degli argenti più importante al mondo che, abbracciando un arco di tempo che va dal 1305 all'età contemporanea, si presenta intatta non avendo mai subito manomissioni a causa di furti ed è per quasi totalità opera di maestri della scuola napoletana. Secondo gli studi eseguiti da un pool di esperti che ha analizzato tutti i pezzi della collezione, il tesoro di san Gennaro sarebbe più prezioso di quello della corona d'Inghilterra della regina Elisabetta II e degli zar di Russia.  Lo straordinario e unico patrimonio artistico - culturale esposto nel Museo del Tesoro di San Gennaro è infatti arricchito da capolavori di inestimabile valore e di rara bellezza come la Mitra gemmata con 3964 pietre preziose o la collana realizzata in 250 anni con gioielli donati da sovrani. Numerosissime sono state le dinastie, infatti, che non abbiano regnato su Napoli o che siano state ospitate nella città partenopea e che non abbiano in qualche modo lasciato, nel corso dei secoli, traccia ben visibile del loro passaggio attraverso doni preziosi. Il percorso museale comprende anche le tre sacrestie della Cappella del Tesoro con pregevoli dipinti di Luca Giordano, Massimo Stanzione, Giacomo Farelli e Aniello Falcone.

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