“Melodie d’arte. Il Filangieri racconta”: visita guidata tra ricostruzione storica e musica

Venerdì 19 aprile ore 20, NarteA presenta il suo nuovo evento “Melodie d’arte. Il Filangieri racconta”, che coniuga la visita guidata al quattrocentesco palazzo Como, sede del Museo civico Gaetano Filangieri, con il repertorio della canzone partenopea legata a sentimenti di epoche passate, per far rivivere le memorie di uno dei edifici più antichi della città. In scena, Marianita Carfora (voce), Marco D’Acunzo (chitarra) e Francesco Viglietti (voce). A condurre i visitatori nelle sale del Museo alla scoperta dell’eterogenea collezione che custodisce, sarà la guida Matteo Borriello.

Costo del biglietto 15 euro. Info e prenotazioni ai numeri 339 7020849 o 333 3152415.

Un evento per presentare al pubblico, in maniera originale, le sale del Museo Filangieri, che ha riaperto i battenti il 22 maggio 2012, dopo 13 anni di chiusura. L’edificio venne edificato tra il 1451 e il 1490 da Giovanni Como e successivamente dal figlio Angelo su progetto di Giuliano da Maiano. La sua storia si intreccia con le vicende della città e, in particolare, con la costruzione da parte dei Borbone della centralissima via Duomo, una strada che doveva collegare via Foria con la linea di costa, un taglio che comportò l’abbattimento di numerosi edifici. Stessa sorte avrebbe dovuto subire palazzo Como, ma gli intellettuali napoletani sollecitarono l’attenzione per evitare che l'edificio fosse spazzato via, sottolineandone l'importanza artistica, come uno degli ultimi esempi di architettura rinascimentale fiorentina. Diverse furono le proposte per salvarlo fino al 1880, quando l’edificio venne smontato e rimontato venti metri indietro.

Nel 1888 all’interno della Commissione municipale per la conservazione dei monumenti, il Principe Gaetano Filangieri di Satriano decise di trasformare il palazzo in un museo — museo civico, non dello stato ma della città —, all’interno del quale raccogliere la sua collezione di opere d’arte, costituitasi nel corso degli anni grazie agli svariati interessi culturali della sua famiglia.

Alternando musica, ricostruzione storica e recitazione, NarteA racconta un gioiello unico del patrimonio storico- artistico partenopeo. La collezione vanta infatti più di 3.000 oggetti, di varia provenienza e datazione. Vi sono raccolti esemplari di arti applicate (maioliche, porcellane, biscuit, avori, armi e armature, medaglie), dipinti e sculture dal XVI al XIX secolo, pastori presepiali del XVIII e XIX secolo, una biblioteca dotata di circa 30.000 volumi e un archivio storico con documenti dal XIII al XIX secolo. La collezione pittorica raccoglie anche dipinti del Seicento napoletano, tra cui opere di Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Battistello Caracciolo e Mattia Preti. 

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