Mani e Vulcani presenta la mostra “Chic&Choc”

Interrogarsi su cosa sia l’arte oggi rischia di essere una domanda senza risposta. Nel susseguirsi di mode, tendenze, il prodotto artistico sembra allontanarsi sempre di più da schemi di fruibilità provvisti di un qualche senso per i non addetti ai lavori. Con la mostra di giovedì 21 aprile dal titolo “Chic&choc”, Mani e vulcani intende promuovere percorsi di avvicinamento all’arte contemporanea da parte di un più vasto pubblico. Uno di tali percorsi è quello che vedrà alcuni giovani artisti esporre le loro opere in una location diversa dai soliti luoghi espositivi. Il Vesper, cocktail bar sito in via Martucci 52/54, è stato scelto per avviare questo esperimento che vedrà artisti ed avventori insieme in un confronto accompagnato dagli ottimi cocktail dal bar tender  Luigi Palumbo, che, nel beverage, è meritatamente considerato un vero artista.

I lavori esposti sono volutamente privi di legami fra loro perché ciò che più interessa, in questo momento, è offrire visibilità ad artisti giovani ed emergenti. Infatti, tendono a offrire una rappresentazione delle diverse sensibilità, caratteristiche espressive e cifre stilistiche di ciascun artista. Tali  opere, in ogni caso, hanno l’ambizione di offrire un’interrogazione che renda possibile il dialogo fra di esse e il pubblico. Ci sono, infatti, tanti e diversi modi di concepire la realtà che ci circonda e il rapporto con essa. L’avvicinamento attraverso queste opere apre quindi sguardi e scenari diversi su di esse, arricchendo le capacità interpretative di ciascuno di noi.

Massimiliano Cancello Tortora, già impegnato sul fronte artistico, concentra la sua ricerca su due temi dominanti: "la catalogazione dei siti storici-archeologici di Napoli e provincia" e "la rappresentazione della donna al di fuori degli schemi e canoni della fotografia di moda".La duplice opera qui esposta, è proprio un esempio  della raffigurazione dicotomica corpo-anima della donna.

Alessandra Martucci, nonostante la giovanissima età, è un’artista tecnicamente già avanzata. Sperimentando diversi stili, si è cimentata in molti campi dell’agire artistico, passando da modalità espressive classiche ad altre più insolite e ardite. Le opere selezionate per Chic&choc rappresentano proprio la storia evolutiva di questa poliedrica artista.

Dark Iron Art è un duo che propone opere dal design industriale. Gli artisti sperimentano la parte più squisitamente artigianale dell’arte, riuscendo ad armonizzare, in una dialettica di contrasti, materiali pesanti ad altri estremamente fragili realizzando,così, una straordinaria allegoria dell’esistenza. I lavori proposti in questa sede esprimono il gusto per un’estetica complessa che incuriosisce e insieme affascina l’osservatore.

Matteo Conte, ritrattista di pregevole valore, ricerca e sperimenta nuove soluzioni per la messa a nudo dell’anima, sempre meno presente nelle interazioni umane, un’assenza che spesso determina condizioni di profonda alienazione. Le opere raccontano di  sospensioni, di attimi intrappolati nel tempo: sono persone che parlano involontariamente di se stesse in una forma straordinariamente elegante.

Marina Scognamiglio, apprezzata artista del panorama partenopeo, rende visibile l’ancestrale ricerca di se stessi, recuperando linguaggi caduti in disuso raggiungendo soluzioni estetiche di altissimo valore. Le tele esposte sono un chiaro esempio di questa ricerca, spesso solitaria e sempre poetica, che permette ai fruitori di realizzare un’ attenta analisi sulla condizione umana.

Vincenzo Sbrizzi, fotografando i momenti più nascosti dell’uomo,  riesce a veicolare con trasparenza e brutale semplicità visioni stratificate. L’obiettivo, implacabile, produce un effetto di spiazzamento in chi osserva che spesso si commuove di fronte a scatti di tale intensità. I pezzi esposti confermano che l’imprecisione, tipica dell’artista, è sinonimo di una grande sicurezza: la fotografia di Sbrizzi non sarà mai perfetta o pulita, ma sarà sempre unica e magnifica.

Marta Raffone concentra la sua ricerca sullo studio dei materiali, sviluppando un discorso molto personale sugli obiettivi dell’arte. Interessata all’estetica dell’estremo oriente, ha realizzato per Chic&choc  opere che cercano di rendere armonica la convivenza tra una realtà caotica,colorata, psichedelica e un’altra più lenta che evoca scenari di contemplazione estatica.

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