Whirlpool, fulmine a ciel sereno per 430 lavoratori: "Stabilimento in vendita"

Futuro incerto per gli impiegati nella fabbrica partenopea. Sindacati sul piede di guerra. De Magistris: "C'era un accordo, Napoli non può perdere tanti posti di lavoro"

Una sede di Whirlpool, Ansa

Una pessima notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno. La Whirlpool ha infatti oggi annunciato che venderà lo stabilimento di Napoli, a San Giovanni a Teduccio, profilando un futuro molto incerto per i 430 lavoratori impiegati.

I sindacati stanno in queste ore duramente criticando il gruppo, ricordando soprattutto che l'accordo dello scorso anno prevedeva la garanzia di investimenti mirati per tutti i siti Whirlpool per tre anni fino al 2021, Napoli compreso. È immediatamente scattata anche la protesta di tutti i dipendenti dell'azienda, con la solidarietà del sito di Varese che ha annunciato lo sciopero spontaneo.
Nel pomeriggio è previsto un incontro al Ministero dello Sviluppo eonomico (Mise).

La comunicazione dell'azienda

"Whirlpool EMEA – era stata la comunicazione della società – intende procedere con la riconversione del sito di Napoli e la cessione del ramo d'azienda a una società terza in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano".

I commenti

Dura è stata la reazione, affidata ad una nota congiunta, del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dell'assessore al Lavoro del Comune partenopeo Monica Buonanno. "Napoli non può permettersi la perdita di 430 posti di lavoro – fanno sapere – non può farlo dopo che l'azienda Whirlpool ha sottoscritto, solo sei mesi fa, un piano industriale che prevedeva investimenti fino al 2021 e l'aumento di ore di lavoro nello stabilimento napoletano come in quello di Carinaro; la vertenza riguarda inoltre anche 140 lavoratori dell'indotto nell'avellinese". "È urgente e necessario – la loro conclusione – che il Mise apra le porte a questa dolorosa vertenza e che riconosca la necessità del lavoro come una priorità del Mezzogiorno".

E mentre Gennaro Migliore, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, chiede un intervento urgente del ministro e vicepremier Luigi Di Maio, i sindacati alzano la voce. "Napoli tradita da Whirlpool", accusa la Fiom-Cgil in una nota. "Solo a ottobre scorso, con un accordo quadro sottoscritto in sede ministeriale, quindi con l'impegno anche del ministro Di Maio, Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell'occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo – spiegano dal sindacato – è inaccettabile che gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management. Abbiamo chiesto un incontro urgente al Ministero. È necessaria una presa di posizione del governo, co-attore dell'accordo quadro che ad oggi viene messo in discussione dall'azienda. Tutti gli stabilimenti del gruppo si sono fermati, con produzioni bloccate in tutto il gruppo".

"Whirlpool ha provato a imbellettare la sua decisione - sottolineano Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile dei settori auto e elettrodomestici, e Antonello Accurso, segretario generale della Uilm Campania - parlando di 'vendita della fabbrica', ma si tratta di eufemismi che suonano come una presa in giro e rischiano di esacerbare ancora di più gli animi in una terra con enormi problemi sociali". Anche da loro la richiesta di un tavolo al Mies perché il governo costringa "Whirlpool a tenere fede agli impegni sottoscritti in sede istituzionale, altrimenti l'Italia perderà ogni credibilità".

Whirlpool, il post di Luigi Di Maio

Anche Luigi Di Maio si è espresso sulla vicenda. Così il suo post: "La notizia della chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli sarebbe già grave al solo pensiero che 430 lavoratori rischino di non avere più un posto di lavoro, ma diventa assurda se si pensa che, con questa scelta, i vertici aziendali decidano di stracciare un accordo che Whirlpool ha firmato lo scorso 25 ottobre al ministero dello Sviluppo Economico e col quale si impegnava a investire in Italia con un piano triennale da 250 milioni di euro. Solo dopo la firma di quell’accordo e l’impegno concreto della multinazionale, il ministero del Lavoro concesse gli ammortizzatori sociali a sostegno delle donne e degli uomini che lavoravano per la Whirlpool. Aiuti meritati, visto l’impegno da loro profuso e poiché vittime incolpevoli di fallimenti che nulla avevano a che fare con la loro attività".
"Con questo comportamento, però, i nuovi vertici di Whirlpool hanno mancato di rispetto a loro, ancor prima che al ministero dello Sviluppo Economico e al governo stesso. Pretendo che venga puntualmente fatta chiarezza su quanto accaduto nelle scorse ore al tavolo che ho già convocato per il prossimo 4 giugno. Chiarezza che dovrà esser fatta prima di tutto per i 430 lavoratori e le loro famiglie, che sono e restano la priorità assoluta per il sottoscritto e tutto il Mise, che è pronto a rimettere in discussione l’intero piano industriale e a verificare l’utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi".

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