La Rai cancella “Neapolis”, sciopero il 27 settembre

Zaia blocca la sospensione dei TG regionali. Parlano i giornalisti del cdr: "Noi da Napoli non andremo in onda, spiegano, sarà un modo per diffondere la questione a livello nazionale"

Incomprensibile. Questo il termine con cui viene definita la decisione di cancellare "Neapolis" dai palinsesti RAI.
Da lunedì infatti, non sarà più possibile vedere la trasmissione che da 11 anni si occupa delle nuove tecnologie e di tutto ciò che riguarda questo mondo in continua crescita ed evoluzione. Un programma di eccellenza nel palinsesto di RAI 3, trasmesso proprio dalla sede di Viale Marconi a Napoli. Uno sciopero la risposta della Redazione.
Ma andiamo con ordine. Ad accoglierci i componenti del Comitato di Redazione: Ettore de Lorenzo, Rino Genovese e Gilly Castellano. Sono amareggiati ma decisi a non mollare, a non retrocedere dalle loro posizioni. Disposti ad "interpellare anche le più alte cariche istituzionali del Paese", se sarà necessario. Parlano a nome di tutta la Redazione. Ci raccontano la cronologia degli eventi.

A Giugno le prime "avvisaglie". Esigenza di tagli. La RAI aveva deciso oltre all'eliminazione della trasmissione in questione, di spedire l'ultima edizione dei TG regionali sul satellite, destinazione RaiNews24. Giovedì sera la svolta, parziale. Il Governatore del Veneto Zaia capisce che una decisione in tal senso penalizzerebbe i cittadini veneti. In questa Regione infatti, non è ancora avvenuto il passaggio al digitale terrestre. Una telefonata a Marano, responsabile leghista dei palinsesti RAI scongiura il pericolo e salva le edizioni serali dei tg regionali.
La rubrica quotidiana sulle nuove tecnologie invece, rimane esclusa dai palinsesti. Chiusura totale da parte dell'azienda. Risultato: da lunedì 13 riprenderà "Leonardo" trasmesso da Torino, non "Neapolis".

A questo punto la decisione dello sciopero, proclamato per il 27 settembre. La scelta del giorno - dicono- non è casuale: in quella data riprenderanno infatti le rubriche mattutine "Buongiorno Italia" (trasmessa dagli studi di Milano e Napoli) e "Buongiorno Regione"(da ogni sede regionale). "Noi da Napoli non andremo in onda, spiegano, sarà un modo per diffondere la questione a livello nazionale. Saremmo anche disposti a ridiscutere il tipo di contenuto della trasmissione che vogliamo fare, purché si mantenga un ruolo da terza città d'Italia che produce informazione autonoma qui a Napoli." In venti anni è stato sempre riconosciuto nel tempo, un ruolo importante a Viale Marconi. È tata sempre affidata una produzione con valenza nazionale: all'inizio"Nord chiama Sud", poi le edizioni mattutine delTG1 prima, del TG2 poi. Ed infine l'ultimo tassello era proprio "Neapolis".

La trasmissione ottiene circa 800 mila ascolti al giorno. Un ottimo risultato in quella fascia oraria. "Cancellandola si abdica totalmente, sono tematiche di stretta attualità. È assurdo, il settore tecnologico va bene, nonostante la crisi, i consumi di prodotti tecnologici non si arrestano e il nostro è in gran parte un pubblico giovane e - sottolineano - del Nord…" Nell'anno in cui si celebrano i 150 anni di Unità d'Italia, appare quantomeno singolare che venga cancellato un prodotto del Sud che trasmette anche per il Nord. A fronte dei molteplici programmi prodotti al Nord. Questo è un esempio di trasferimento di fondi: dal Sud al Nord. La domanda sorge spontanea: come mai la vostra battaglia non ha avuto molto risalto sui media nazionali e locali? La risposta è condita da un pizzico di rammarico. "Probabilmente non siamo riusciti a portare all'esterno la nostra battaglia in maniera forte. A questo però va aggiunta l'assenza delle Istituzioni locali."spiegano.

Il Sindaco ha espresso più volte la sua solidarietà, ma la Regione tace. Il danno, oltre che sulla redazione, ricadrebbe anche e soprattutto sulla Regione. Perché il Presidente della Regione Caldoro non emula il suo omologo veneto?
Silvio Luise della trasmissione è il redattore capo. Le sue considerazioni sono cariche di amarezza: "Neapolis" è formato da una quindicina di persone, un gruppo qualificato di lavoratori. Di certo non rischiano il posto, ma di sicuro perdono una specializzazione acquisita negli anni".
Quindi non resta che chiedere se il problema non risieda nei costi per l'azienda. Ci rispondono così: "Il budget di "Neapolis" è di 300.000€ l'anno. Ma il taglio è generalizzato. Quando c'è l'esigenza di risparmiare - ragiona Luise - si rischia di fare scelte non ponderate al 100%". L'interrogativo per Luise è però un'altro: "Esiste un margine di autonomia per i giornalisti delle sedi distaccate di RAI, di raccontare le loro realtà al di là dell'informazione regionale per il territorio? Il pericolo è che si creino tanti piccoli 'ghetti informativi'".
Svela un desiderio: "Il mio sogno sarebbe quello di costruire un intero canale tematico sulle novità tecnologiche. Per offrire al pubblico la possibilità di conoscere le novità, e soprattutto come utilizzarle." Un sogno, appunto. Al momento. Sui numerosi messaggi in sostegno alla trasmissione Luise non si risparmia: "L'affetto dimostrato del pubblico è davvero commuovente".
L'Usigrai è il sindacato dei giornalisti RAI. Ed è lo stesso che sta conducendo la trattativa (ancora aperta ndr) con l'azienda sulla trasmissione. Proprio della redazione partenopea fa parte tra l'altro il segretario nazionale dell'Usigrai.

Il Gruppo su Facebook - La decisione di cancellare "Neapolis" ha scatenato anche il popolo del web. E non poteva essere altrimenti, visto che la trasmissione si occupa proprio di questi argomenti. Sul popolare social network Facebook è nato un gruppo: "No alla chiusura di TGR Neapolis" che conta circa 12.000 iscritti. Partecipano, discutono e commentano questa ingiusta decisione. "È la dimostrazione - concludono - che non siamo poi così tanto isolati come vogliono far credere."
Intanto "Neapolis" non riprenderà, almeno per ora. Con buona pace dei 12000 sostenitori del web.
Anche di loro dovrà tener conto la RAI.

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