“Di fantamiliardi annunciati, erogato forse solo il 4-5%”: lo sfogo del Ceo di Carpisa e Yamamay

Gianluca Cimmino attacca il governo

Le misure “sia del primo che del secondo decreto, che é ancora in iter parlamentare sommerso da vari emendamenti, per le imprese non sono state soddisfacenti. La posizione è emersa anche dall’intervento di Bonomi ai famigerati Stati generali”. Lo spiega alla Dire Gianluigi Cimmino, ceo di Pianoforte Holding che controlla i marchi Carpisa e Yamamay.

“A oggi – prosegue – l’87% dei decreti non é arrivato al cittadino. Di tutti i fantamiliardi annunciati forse il 4-5% é stato effettivamente erogato e di questi alle imprese e’ arrivata una misura ancora più insignificante. Tutti gli interventi sono concentrati su sussistenza e redditi di emergenza, si tratta di una politica di assistenzialismo che era importante nelle prime settimane ma su cui non si costruisce nulla per il futuro. Quando finiranno i soldi di questa proroga di cassa integrazione avremo milioni di disoccupati perché i soldi alle imprese non sono arrivati e quindi non sono in grado di confermare i livelli di occupazione pre Covid. In sostanza – rimarca – abbiamo avuto una serie di interventi a pioggia, clientelari perché sollecitati da una serie di categorie, che li ha resi dispersivi e, soprattutto, non guidati da una visione”.

Sulla questione del rinvio delle scadenze fiscali per Cimmino sarebbe dovuto essere “più deciso, perché non sono 60 giorni a cambiare lo stato delle cose. È chiaro, poi, che non deve essere un rinvio generalizzato, bisogna evitare che diventi una situazione gestita allo stesso modo per tutti e bisogna evitare che si speculi perché lo Stato ha bisogno di entrate. Esistono, però, evidenze che vanno prese in considerazione”. Il lockdown per tutte le aziende ha voluto dire, sottolinea Cimmino, “aver annullato almeno il 30% del fatturato. Il dato più preoccupante, però, quello relativo alle perdite in questa falsa ripartenza e quello che si perderà nei prossimi mesi quando il problema disoccupazione esploderà, il conflitto sociale sarà difficilmente gestibile“.

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La somma dei due fattori “provocherà un ulteriore crollo dei consumi”. “Noi – precisa – abbiamo avuto ed abbiamo 1.670 persone in cassa integrazione, quella in deroga non é arrivata, abbiamo anticipato la quattordicesima, anticipiamo le ore che cerchiamo di fare extra cassa per mantenere l’operatività in azienda. Se consideriamo che sono oltre tre mesi e dalle ultime statistiche sono almeno un milione i lavoratori in attesa di questa cassa in deroga, si capisce che sia una cosa davvero imbarazzante”.

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