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Reddito di Cittadinanza, l'Inps: "Non serve a trovare lavoro"

Tridico, presidente dell'Ente, a Napoli per un convegno: "La misura ha raggiunto oltre un milione di famiglie, un grande successo, ma non crea occupazione". Napoli prima città per richieste: "Ce lo aspettavamo"

 

"Il Reddito di cittadinanza è una straordinaria misura per ridurre la povertà e le diseguaglianze, ma non crea posti di lavoro". Pasquale Tridico, presidente dell'Inps, all'Istituto degli studi filosofici di Napoli per un convegno sulla povertà, ha spiegato il perché delle difficoltà nel far incontrare i beneficiari del Reddito di cittadinanza con il mercato del lavoro.

"Si è parlato di questa misura in maniera impropria. Si tratta di un'iniziativa straordinaria per il contrasto alla povertà e per l'inclusione sociale. Abbiamo raggiunto oltre un milione di famiglie, circa 2,5 milioni di italiani. Ma le politche attive non creano posti di lavoro. Per fare ciò servono gli investimenti, il resto sono chiacchiere da bar". Chiacchiere che, probabilmente, sono scaturite da come il Reddito è stato presentato dai promotori, cioé come un'azione volta a contrastare la povertà da un lato e la disoccupazione dall'altro: "Prioritariamente parliamo di una forma di inclusione sociale - precisa il numero uno dell'Inps - ma è chiaro che una persona più inclusa si presenta meglio sul mercato del lavoro, anche grazie al percorso di sostegno che dovrebbe attivarsi". 

Ma se per creare lavoro servono investimenti è anche vero che ve n'è poca traccia nella manovra finanziaria: "E' vero - ammette Tridico - ma la priorità era evitare l'aumento dell'iva e questo pesa circa 23 miliardi di euro. Fatto ciò non c'era molto margine per il resto". Il Reddito di cittadinanza, comunque, non è in pericolo: "E' una legge e per essa sono previsto 7 miliardi di euro all'anno, che non vanno a pesare sul sistema previdenziale". 

Il dibattito è stato organizzato dalle Associazione cattoliche dei lavoratori di Napoli, che hanno presentato a Tridico un documento per il contrasto alla povertà futura: "Ci preoccupiamo - ha spiega il presidente Maurizio D'Ago - dei 30-40enni che percepiranno una pensione misera. Dobbiamo intervenire oggi per poter dare loro un sostegno". 

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