Navigator, la lettera di uno degli esclusi a Mattarella: "Mi aiuti a spiegare a mio figlio perchè non lavorerò"

"La prego, spieghi Lei ad un a ragazzino che comincia il suo percorso di adolescente che ha accettato la perdita della madre quando aveva solo 4 anni e che ha attraversato tutte le peripezie delle condizioni di disoccupazione del padre, un ragazzino che ha conosciuto tanti, troppi, no"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Carlo Del Gaudio, uno dei navigator per la Regione Campania, che al momento sono stati esclusi dall'assunzione.

"Illustrissimo Signor Presidente,

sono Del Gaudio Carlo (DLGCRL60S03F839G) cittadino Italiano vincitore della selezione nazionale Anpal Servizi spa per la figura professionale navigator per la Regione Campania, e padre di un minore di circa 13 anni. Le scrivo in entrambe le qualità, ma è soprattutto nella seconda veste che mi auguro una sua cortese risposta nella sua funzione di Primo Cittadino, Padre e Tutore dei nostri Valori Costituzionali; trovi Lei le parole, perché purtroppo io le ho terminate. Come genitore e nel compito di educatore, tra le mille difficoltà della vita ho sempre cercato di contribuire alla formazione di mio figlio nel rispetto degli altri, nella dignità delle proprie condizioni, nella cultura della meritocrazia e della giustizia. Io purtroppo le mie parole e gli esempi li ho terminati, sarà di sicuro un mio limite, ma il mio ruolo e responsabilità genitoriale non può andare oltre a ciò che è umanamente sostenibile e moralmente accettabile.
La prego Signor Presidente, spieghi Lei ad un a ragazzino che comincia il suo percorso di adolescente che ha accettato la perdita della madre quando aveva solo 4 anni e che ha attraversato tutte le peripezie delle condizioni di disoccupazione del padre, un ragazzino che ha conosciuto tanti, troppi, “No” e di questi non si è mai lamentato e di contro a cui tutto ciò che è stato promesso è sempre stato dato, non tradendone mai il rapporto di fiducia e il riferimento genitoriale.
La prego Signor Presidente, spieghi Lei ad un ragazzino che vedeva il padre studiare e prepararsi per la selezione ed interveniva sui quiz di logica e matematica dicendo la sua, partecipando, e che nel giorno che uscirono le graduatorie gli occhi brillavano di gioia e comunicavano, allora è possibile anche per me realizzare i miei sogni, con l’esclamazione “abbiamo vinto”.
La prego Signor Presidente, spieghi Lei ad un ragazzino che ha visto in tv tutti coloro che hanno fatto lo stesso percorso del padre in tutte le altre Regioni d’Italia, che oggi hanno un contratto, si stanno formando ed hanno ottenuto attraverso il merito la dignità del lavoro conquistato e che ti chiede “e Noi, allora, abbiamo perso, che cosa abbiamo sbagliato, siamo sfigati, il merito non serve, non è giusto”.
La prego Signor Presidente, spieghi lei ad un ragazzino il “teatrino della politica” anche sulla sua pelle, io ci provo e non ci riesco, io ho terminato le parole.
La prego Signor Presidente, spieghi lei ad un ragazzino che la sfiga non esiste e tutto si supera, nella dignità della propria condizione, con lo studio, l’impegno e il merito, che è questa la strada per diventare uomini e cittadini; io con il mio esempio non ci sono riuscito e non per mia volontà e non voglio che si perda nell’oblio dell’irrazionale e del tutto è inutile, perché sono momenti e fatti che lasciano tracce profonde nell’animo adolescenziale difficili poi da cicatrizzare.
Signor Presidente ai ragazzi non bisogna mai deluderli e le famiglie e le Istituzioni non possono farlo; gli possiamo chiedere sacrifici e privazioni ma mai non riconoscergli ciò che hai promesso, un aiuto concreto ed un sostegno per inseguire i loro sogni, probabilmente ho sottovalutato per mia colpa il teatrino della politica e degli interessi nel quale sta soffrendo e naufragando oltre ogni ragionevole conflitto questo paese malato.
Signor Presidente la prego trovi Lei le parole, per tutti i ragazzi di questo paese e dia esempio, intervenga, è una sua responsabilità e prerogativa istituzionale, chieda nei modi e termini che riterrà più opportuni, dall’alto del suo ruolo e Istituto che termini al più presto questo vergognoso teatrino politico e conflitto, che produce malessere e una palese ingiustizia e discriminazione per 471 famiglie, che nega servizi essenziali unica Regione in Italia e soprattutto in una Regione dove le difficoltà del vivere già sottopongono a dura prova la popolazione e che fa danni collaterali molto gravi e mai troppo denunciati e portati all’attenzione generale, troppo spesso chiusi per pudore nelle segrete stanze della famiglia".

Con osservanza

Carlo Del Gaudio

Potrebbe interessarti

  • "Arrassusia!": quando i napoletani veraci usano questo scongiuro

  • "Tengo 'e lappese a quadriglie!": cosa significa e da dove viene quest'espressione

  • "Si' propeto 'na céuza" vuol dire che...

  • Sabbia in casa: come liberarsene

I più letti della settimana

  • Calciomercato Napoli 2019-2020: trattative, acquisti e cessioni

  • Rissa nel Vasto, "grida disumane". Un quarantenne finisce in ospedale

  • Tragedia in Kenya: napoletano muore durante il viaggio di nozze

  • Amichevole in famiglia in casa Juve, cori contro i napoletani: Sarri fa finta di nulla

  • Tragedia all'isola d'Elba: napoletano trovato morto nella casa in cui era in vacanza

  • Tony Colombo, attacco da Borrelli: "Senza casco e sul marciapiede, esempio di inciviltà"

Torna su
NapoliToday è in caricamento