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Il ministro Lorenzin alla Pegaso: "Presto un Open Data della salute"

Intervento al convegno "Tecnologia e sanità, largo all'innovazione", svoltosi a Roma a Palazzo Bonadies, presso la sede dell'Università Telematica

Il convegno

“L'innovazione applicata alla sanità ci può aiutare non solo a sviluppare un sistema più moderno ed efficace, ma anche ad arginare fenomeni quali la corruzione e la mala gestione. Per questo, quanto prima attueremo un open data della salute, in modo da rendere ogni operazione trasparente e tracciabile”. Ad annunciarlo è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che martedì 13 maggio è intervenuta al convegno “Tecnologia e sanità, largo all'innovazione”, svoltosi a Roma a Palazzo Bonadies, presso la sede dell'Università Telematica Pegaso. Presenti ospiti autorevoli, tra cui il presidente dell’Università Telematica Pegaso, Danilo Iervolino; il presidente del Fasi (Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa), Stefano Cuzzilla; il prorettore dell’Università Foro Italico, Gennaro Terracciano; il segretario organizzativo di Confedir, Marcello Pacifico; il presidente dell’Enpab (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Biologi), Sergio Nunziante; il direttore amministrativo dell'Università Telematica Pegaso, Gavino Nuzzo.

“Dobbiamo affrettarci ad attuare un open data – ha detto il ministro – le difficoltà che abbiamo incontrato sono state tante ma non siamo all'anno zero. Abbiamo realizzato un anagrafe nazionale su cui corrono tutti i dati anagrafici e fiscali degli assistiti italiani, direttamente collegato ai Comuni. Ora, su questo binario faremo correre anche il numero di prestazioni, la cartella elettronica e la tessera sanitaria, cosa che ci consente di scaricare il nostro fascicolo in qualsiasi punto ci troviamo, e di controllare l'appropriatezza delle prestazioni”. Inoltre, partirà presto il Portale della Salute, dove sarà possibile vedere in tempo reale l'andamento della gestione di un'azienda sanitaria. “In questo modo – ha aggiunto il ministro – si possono risparmiare fino a 7 miliardi di euro”.

“L'utilizzo delle tecnologie e dei sistemi informativi può portare un servizio migliorativo per i cittadini e risparmi in termini di spending review”, ha detto Marcello Pacifico, segretario di Confedir, a cui ha fatto eco Gennaro Terracciano, prorettore dell’Università Foro Italico: “Bisogna sfatare l'idea che quando si parla di tecnologia s'immagina un'improvvisa immaterializzazione. Le nuove tecnologie rappresentano un'opportunità per la pubblica amministrazione, perché possono contribuire a ridurre i costi non la spesa”.

Anche per Stefano Cuzzilla “lo sviluppo delle tecnologie all’interno del sistema Sanità è una delle sfide più rilevanti che abbiamo dinnanzi”. “Dalla diffusione dell’ICT - ha detto - dipende l’efficacia e l’efficienza dei servizi sanitari nonché le concrete possibilità di realizzare congiuntamente innovazione e risparmio di spesa”. “Confindustria e Federmanager, in qualità di Padri fondatori del Fasi – ha aggiunto Cuzzilla - stanno promuovendo gli sforzi necessari a governare questo cambiamento. Stiamo infatti introducendo una grande novità per i nostri 310.000 assistiti: la dematerializzazione delle pratiche relative alle prestazioni sanitarie. Niente più carta, niente più francobolli o corrieri”.

Pioniera nel campo della tecnologia applicata alla formazione, anche in ambito sanitario, è stata l'Università Telematica Pegaso, che con 100mila iscritta è la prima I-University italiana. “Sono appena rientrato da un viaggio in America - ha raccontato il presidente Danilo Iervolino - ho incontrato i vertici della Columbia University. Abbiamo parlato di Life Long Learning e sono rimasti molto colpiti dal nostro metodo didattico tanto da dedicarci un articolo sul New York Times. In ambito sanitario, abbiamo creato dei percorsi formativi per manager che oggi registrano circa 4mila iscritti. La tecnologia consente un controllo misurabile della formazione attraverso la tracciabilità in piattaforma”. “Il nostro ultimo impegno – ha concluso Iervolino - è con la Cassa dei Biologi, per i quali abbiamo ipotizzato un corso di formazione nel campo della nutrizione. Il nostro invito è quello di stemperare il dualismo tra pubblico e privato, di prendere il meglio e di fonderlo assieme perché il vantaggio è per i cittadini, che meriterebbero un po' di più”.

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