Bandiere e striscioni contro la disoccupazione, i precari scendono in piazza  

Alcune centinaia di persone, appartenenti a 13 diverse sigle sindacali, si sono date appuntamento questa mattina a piazza del Gresù per manifestare contro la precarietà

I precari del progetto Bros in piedi accanto all'obelisco di piazza del Gesù. Poco lontano i disoccupati del movimento corsisti di Acerra, il coordinamento di lotta per il lavoro e il sindacato lavoratori in lotta. Gli striscioni rossi con il simbolo dei movimenti organizzati di Napoli e provincia avvolgono la grande piazza del centro storico partenopeo.

Alcune centinaia di persone, appartenenti a 13 diverse sigle sindacali, si sono date appuntamento questa mattina per urlare a gran voce il disappunto nei confronti delle politiche occupazionali regionali e nazionali. "Non abbiamo scelto noi la precarietà - chiarisce Paola Bianco del coordinamento di lotta per il lavoro - ci etichettano come nullafacenti e sfaccendati. La verità è che fino al giugno scorso lavoravamo tre giorni a settimana per un totale di 18 ore, mentre adesso siamo a spasso e abbiamo perso ogni prospettiva di impiego".

Sono quattromila gli ex corsisti del progetto Isola (Inserimento sociale attraverso il lavoro), poi ribattezzato Bros (Budget individuali per il reinserimento occupazionale e sociale ). Uomini e donne dai 18 ai 55 anni hanno partecipato a corsi di formazione, esperienze dirette sul campo e stage aziendali. Hanno acquisito il titolo di "addetto alla raccolta differenziata". Promesse abbinate ad altre promesse, rassicurazioni per un impiego che non è mai arrivato. "Ci dicono che siamo troppo qualificati per il mercato - aggiunge Paola - guadagniamo 596 euro al mese e non riusciamo ad andare avanti. Abbiamo chiesto di essere affiancati agli operatori dell'Asia o, in alternativa, contribuire alla bonifica dei siti inquinati. Qualsiasi cosa pur di non stare a casa".

E' laconico Alfredo Ciabatti, anche lui precario Bros: "Ci ritroviamo ancora qui, in questa piazza, dopo un corso di orientamento e tre di formazione. Costituivamo il nucleo storico dei disoccupati di Napoli e provincia. Il centrosinistra, con in testa l'allora Governatore Antonio Bassolino e l'ex assessore Corrado Gabriele, ci aveva garantito l'inserimento nel mondo del lavoro. Eravamo speranzosi, e lo siamo ancora, nonostante la crisi internazionale e l'aria sempre più pesante che avvicina l'Italia a nazioni come la Grecia".

Il 18 maggio ci sarà un tavolo interistituzionale tra rappresentanti del Ministero del Lavoro, delegati della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli. "La politica deve darci le giuste risposte - sottolinea Mimmo Panico del movimento corsisti autorganizzati di Acerra - finché non otterremo una svolta, noi andremo avanti nel percorso di lotta. Ci scusiamo con i cittadini per i disagi che causiamo alla circolazione veicolare, ma purtroppo i blocchi e i cortei sono gli unici strumenti in nostro possesso per sensibilizzare le istituzioni".

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Tra i manifestanti anche Francesco Rescigno, portavoce del movimento Udo, Unione disoccupati organizzati, e responsabile del progetto Escodentro per il reinserimento sociale degli ex detenuti. "Avevamo messo in piedi una bella iniziativa - dice Rescigno - per dare una seconda opportunità a gente meno fortunata. Fino a pochi mesi fa gli ex carcerati accompagnavano i turisti in giro per i quartieri a rischio del capoluogo, da Forcella alla Sanità. I commercianti si sentivano più sicuri e anche le rapine e gli scippi erano diminuiti. Da gennaio il progetto è terminato e gli ex detenuti sono stati riconvertiti in Bros".

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