Ericsson, annunciati 31 esuberi per la sede di Napoli

Per la sede partenopea, cui fanno capo 104 risorse locali, sono stati individuati 31 esuberi. L'Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli Panini ha incontrato una delegazione delle RSU e rappresentanti delle organizzazioni sindacali

Ancora brutte notizie per il mondo del lavoro napoletano. Per la sede di Napoli della Ericsson, cui fanno capo 104 risorse locali, sono previsti 31 esuberi.

All'interno di un quadro nazionale molto critico, la sede partenopea di TEI (Ericsson Telecomunicazioni Italia spa) ha il triste primato di essere quella più colpita in assoluto.

Intanto l'Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini, ha incontrato una delegazione costituita dalle RSU della sede Ericsson di Napoli e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. L'incontro si riferiva alla procedura di licenziamento collettivo, che prevede un taglio dell'organico in Italia del 10% per la componente TEI (Ericsson Telecomunicazioni Italia spa) e del 3,5% per la componente EPI (Ericsson IT Solutions & Services spa), per un totale di 375 unità nel biennio 2016/2017.

Secondo la multinazionale svedese delle telecomunicazioni, i tagli sarebbero conseguenti alla contrazione della domanda abbinata a una crescente competizione basata sui prezzi, che riguarda l’intero comparto delle telecomunicazioni. Per questi motivi l'azienda ha dovuto intraprendere un ampio processo di cambiamento delle attività e di riduzione degli organici.

"Esprimo la piena solidarietà, mia e dell'amministrazione comunale di Napoli, ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali, impegnandomi personalmente a sostenere i lavoratori e le loro ragioni presso i tavoli istituzionali che saranno convocati prossimamente - ha spiegato l'assessore Panini - . Sono molto preoccupato da questo ulteriore attacco alla città di Napoli, già duramente colpita nel suo tessuto produttivo dalla crisi e dai recenti processi di riorganizzazione di diverse aziende. Una dequalificazione, quantitativa e qualitativa, della sede di Napoli di una società come Ericsson è ancor più grave, in quanto si tratta di un sito che potrebbe impiegare risorse umane di ancora più alta professionalità e, quindi, meritevole di investimenti e non di licenziamenti. Mi farò promotore del coinvolgimento dell'azienda e dei livelli politici istituzionali, territoriali e nazionali". 

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