Il 2012, prima ancora di cominciare, rischia di essere un anno molto difficile per le industrie campane. E' quanto emerge da una ricerca realizzata da Ircsia nei mesi di ottobre e novembre, che ha coinvolto 200 imprese dislocate sul territorio regionale.
Il dato è stato annunciato ieri a Napoli nell'ambito di «Napoli 2020», rassegna sulla Campania e sull'economia del Mediterraneo realizzata dalla Camera di Commercio in collaborazione con il quotidiano il Denaro e inserita nel Giubileo per la città.
L'82% degli imprenditori campani, come si legge sul Corriere del Mezzogiorno, è preoccupato per il 2012 e pensa che la produzione diminuirà.
Agli imprenditori sono state poste domande sul futuro e sulle eventuali soluzioni da proporre per risollevare le condizioni economiche e occupazionali della regione.
Dallo studio emerge un alto dato preoccupante: per l'89% delle imprese gli ordini interni sono in caduta libera nel 2012 rispetto al 2011; il 22% degli intervistati ha dichiarato un calo di fatturato.
Cala anche la fiducia delle imprese nelle istituzioni come Comune e Provincia, mentre il 53,3% degli imprenditori ritiene un ottimo alleato la Camera di Commercio e le associazioni di categoria (46,1%).
Una soluzione per il 92% delle imprese potrebbe essere la riduzione generalizzata della pressione fiscale. Unico dato positivo sono le esportazioni: il 45% delle imprese vende sui mercati esteri.
«Siamo in crisi, è uno tsunami violentissimo, non è una novità rischiamo moltissimo - spiega il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro - ed è ovvio visti i dati di questa ricerca che il mondo dell'impresa sia preoccupato; una nota positiva è che l'esport va bene e significa che siamo ancora competitivi, dobbiamo lavorare su questo».
«Nessuno sa come uscire dalla crisi. Piccole e medie imprese sono in difficoltà, bisogna aprire ai fondi europei e aiutare le imprese ad accedere al credito. Inutile sottolineare che è necessario il dialogo con il Governo per avviare forme di investimento non assistenziali che possano produrre lavoro e ridurre la pressione fiscale», ha affermato Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli.
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