Fiat Pomigliano: ex operai protestano in municipio

Una delegazione dei 96 precari dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, il cui contratto è scaduto tra dicembre e marzo scorso, sta protestando davanti alla stanza del sindaco Lello Russo

Nuove agitazioni nella già frastornata Fiat di Pomigliano d'Arco. Questa mattina, una delegazione dei 96 precari dello stabilimento sta protestando davanti alla stanza del sindaco Lello Russo, e chiede di essere ricevuta. Il contratto di questi precari è scaduto tra dicembre e marzo scorso. Già allora i lavoratori misero in atto diverse proteste e oggi sono di nuovo in comune a far sentire la loro voce.

  Ormai tutti si sono dimenticati di noi  

I senza lavoro lamentano, tra l'altro, il mancato pagamento del progetto regionale che li vede impegnati al tribunale di Nola. "Ormai tutti si sono dimenticati di noi - spiegano i senza lavoro - lo stesso sindaco, subito dopo la sua elezione, fece rimuovere lo striscione della nostra lotta dai balconi del Municipio dove campeggiava da dicembre. Ora chiediamo un suo impegno ad intervenire con la Regione per il pagamento del progetto, ormai quasi scaduto".

Gli ex operai dello stabilimento automobilistico ricordano, inoltre, di aver lavorato per la Fiat per quattro anni: "Dopodiché ci hanno messi fuori - concludono - e la maggior parte di noi ha difficoltà a trovare un nuovo impiego, visto che abbiamo superato tutti i 35 anni. Siamo stati estromessi dal mondo del lavoro, e neanche inseriti nell'accordo siglato da Fiat e sindacati. Abbiamo mogli e figli a cui pensare".

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AGGIORNAMENTO

Verso le 13 è terminata la protesta degli ex precari dello stabilimento Fiat. Gli operai hanno riferito che il sindaco Lello Russo li riceverà martedì prossimo in serata. "Uno degli assessori - hanno detto - ci ha spiegato che il sindaco nei prossimi giorni dovrebbe comunicarci novità importanti per il nostro futuro, e che dobbiamo attendere fino a martedì". Agli ex operai dello stabilimento, circa un centinaio, la Fiat non ha rinnovato i contratti tra dicembre e marzo scorsi, e da allora una parte di loro è impiegata per un progetto regionale al Tribunale di Nola: "Ma - concludono - ci hanno riferito che mancano i fondi per il pagamento delle spettanze".

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