Emergenza Coronavirus: affondo del deputato Gianluca Cantalamessa per le misure a sostegno delle imprese

"600 euro una tantum non servono neanche a pagare metà del fitto di un negozio o di uno studio. Serve di più per salvare le nostre imprese"

Il deputato della Lega Gianluca Cantalamessa affida ad un apposito comunicato il suo commento sulle misure economiche per consentire alle imprese di non essere travolte dalle norme anti-contagio da Coronavirus. Cantalamessa, in particolare, esprime soddisfazione per l'investimento da 25 miliardi ma lo considera "solo un inizio che apprezziamo - spiega - ma che comunque non è assolutamente sufficiente per colmare le emergenze per tutte le imprese. Professionisti, piccole e medie imprese ma anche quelle grandi hanno bisogno di maggior tutela".

Per quanto riguarda la una tantum a favore delle P. IVA, il deputato leghista precisa: "600 euro una tantum (se confermato il decreto) per le p.iva non sono nulla e non servono neanche a pagare metà del fitto di un negozio o di uno studio professionale. Non ha senso traslare i pagamenti di imposte e tasse di tre mesi, se poi non ci sono stati gli incassi. Se una partita iva non ha incassato per questa emergenza, non può e non deve pagare né oggi né tra 3 mesi né mai".

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Cantalamessa ricorda che la Lega aveva proposto un anno “bianco”,  non una semplice sospensione temporale dei pagamenti dei vari contribuiti fiscali e previdenziali, cioè,  ma la loro eliminazione totale. "Non possiamo mettere in ginocchio ulteriormente le nostre imprese ed i nostri professionisti anche perché sono aggrediti sempre di più da concorrenti europei che, in questo periodo purtroppo, si muovono più come avversari che come alleati e quindi abbiamo il dovere di difendere gli interessi nazionali e possiamo farlo solo dando il massimo sostegno alle nostre partite iva, ai loro dipendenti ed ai lavoratori precari. La Lega in questo momento responsabilmente non sta facendo polemiche ma siamo convinti che se davvero dobbiamo cercare di risollevare l'economia italiana c'è bisogno di uno sforzo in più, coinvolgendo un’Europa troppo lontana dai nostri interessi e per nulla attenta ai nostri bisogni". 

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