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Cimmino (Carpisa-Yamamay): "Il Governo ci ha abbandonati. Riapriamo, ma il futuro è incerto"

L'amministratore delegato del Gruppo Pianoforte critica l'operato delle istituzioni: "La cassa integrazione non è arrivata e non sono stati dati soldi alle aziende. Anche per le linee guida hanno atteso l'ultimo secondo. Proveremo a resistere con le nostre forze"

 

"Entro la fine dell'anno 270mila imprese del commercio chiuderanno e una saracinesca su 3 non ha riaperto. In queste condizioni, nessuno può garantire il futuro". C'è poco da sorridere se a pronunciare parole così negative è l'amministratore delegato di un gruppo come Pianoforte, che racchiude brand di primissimo livello dell'abbigliamento: Carpisa, Yamamay e Jaked. 

Gianluigi Cimmino attacca senza mezzi termini il Governo e la gestione dell'emergenza: "E' incredibile, pur sapendo da settimane che il 18 avremmo riaperto ci hanno inviato le linee guida solo poche ore prima". Ma le critiche all'operato dell'Esecutivo partono da lontano, dall'inizio dell'emergenza: "La cassa integrazione è arrivata a singhiozzo - spiega - Un dipendente su cinque ancora non ha ricevuto nulla. Inoltre, non sono stati dati soldi direttamente all'aziende, ma solo attraverso il sistema bancario che è ancora più attento di prima nell'erogarli". 

La crisi non è ancora percepita del tutto: "Arriverà come un'onda lenta - spiega Cimmino - ce ne accorgeremo piano piano. Non si parla nemmeno più di recessione, ma di depressione. In queste condizioni, è impossibile dire oggi se riusciremo a salvare tutti i dipendenti e tutti i punti vendita. Bisogna capire che è una battaglia che non si vince da soli, ma come sistema paese. Se nella mia strada chiudono cinque negozi io non sono contento perché quella zona perderà appeal e, quindi, anche io avrò ripercussioni. Noi stiamo provando a resistere con tutte le nostre forze. Anche perché non possiamo contare su chi ci governa". 

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