Villa Pignatelli, la casa divenuta museo grazie all'amore di una donna

L'ottocentesca dimora aristocratica alla Riviera di Chiaia fu donata allo Stato da Rosina Pignatelli in memoria del marito Diego

Foto di Chiara Di Martino

Arredi, suppellettili, porcellane, libri antichi, opere d'arte, nonché la proprietà dell'edificio: a lasciare allo Stato tutto il patrimonio legato a Villa Pignatelli fu, negli anni Cinquanta del Novecento, la principessa Rosa Fici dei Duchi di Amafi detta Rosina, ultima abitante della splendida dimora neoclassica al numero 200 della Riviera di Chiaia. Il suo desiderio era che in questo suggestivo luogo si perpetuasse il ricordo del marito Diego Pignatelli, morto nel 1930, a condizione che tutto rimanesse conservato integralmente. Diego Pignatelli era erede unico del duca di Monteleone, il principe Diego Aragona Pignatelli Cortés, che aveva acquistato una parte del complesso architettonico (giardino incluso) nel 1867 dal barone e banchiere tedesco Carlo Mayer von Rothschild in seguito alla crisi economica del suo casato e alla fuga dei Borboni da Napoli, che lui aveva finanziato per lungo tempo. 

Villa Pignatelli, o anche Villa Acton Pignatelli, è uno dei rari esempi di casa-museo a Napoli e ricorda, nell'estetica, una domus pompeiana. Immediatamente alle spalle della Villa Comunale e ai piedi della collina, la Villa è composta da un corpo principale il cui progetto fu commissionato, nel 1826, dall’Ammiraglio Ferdinando Acton al giovane architetto napoletano Pietro Valente. Fu dunque abitata, lungo la sua storia, da tre grandi famiglie aristocratiche: gli Acton, i Rothschild e i Pignatelli. A questi ultimi si devono i lavori determinanti per la residenza e il parco, con i quali assunsero l’aspetto che hanno ancora oggi. Rosina e Diego Pignatelli, che hanno avuto cinque figli, se ne sono occupati fin dal 1897 (anno del loro trasferimento nella Villa) rendendola uno dei più eleganti luoghi di ritrovo mondani della Belle Epoque napoletana. Il suggestivo scenario del parco è completato da una torretta neogotica, uno chalet svizzero e una serra, edificati alla fine dell'Ottocento. Gli ambienti, oggi, riproducono alla perfezione lo spirito del XIX secolo, come è evidente, per esempio, nel Salottino pompeiano o nella Sala da ballo: ambienti sontuosi che trasportano l'ospite in un'altra epoca e che rendono la visita un vero viaggio nel tempo. 

Al suo interno hanno sede il Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortés e il Museo delle carrozze, inaugurato nel 1975 al piano terra della Palazzina Rothschild, nella parte settentrionale del giardino. Nato da un’intuizione di Bruno Molajoli, che nel 1960 accolse la donazione della raccolta di vetture che il marchese Mario d’Alessandro di Civitanova - al quale è intitolato il museo - aveva collezionato nel corso di tutta la vita. Rimasto chiuso per molti anni, è stato riaperto nel 2014. Da qualche anno, inoltre, Villa Pignatelli si connota anche come "casa della fotografia", ospitando nelle sale del primo piano numerose mostre internazionali. 

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