Università Telematica Pegaso: presentato l'incubatore scientifico “Chrono-Working”

L'incubatore ha come obiettivo la ricerca biomedica sperimentale e la definizione di piani diagnostici personalizzati

Cure personalizzate per i malati cronici? Da oggi è possibile con la startup “Chrono-Working”, un incubatore scientifico che ha come obiettivo la ricerca biomedica sperimentale e la definizione di piani diagnostici personalizzati. Il progetto è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa a Napoli a palazzo Zapata, presso l’Università Telematica Pegaso, dal presidente Danilo Iervolino e dal professore di Igiene generale e applicata, Mauro Minelli.  

“Questa startup appartiene alla sfera medica ma anche a quella dell’innovazione – spiega Iervolino – ed ha l’ambizione di cambiare l’universo della medicina con brevetti unici e idee replicabili ovunque”.

I destinatari sono i malati cronici, che rappresentano la maggior parte della spesa sanitaria. Primo step l’organizzazione di un master che porterà all’individuazione degli operatori da integrare nella struttura, e la creazione di una piattaforma ambulatoriale dove sarà possibile fare attività di check in con visite mediche e nutrizionali, e di check out con controlli periodici.

“Il presupposto da cui siamo partiti – dice Minelli – è che ognuno ha una sua storia e non è detto che due persone con gli stessi sintomi rispondano allo stesso modo ad un uguale farmaco. Abbiamo scelto di occuparci dei malati cronici perché la loro patologia evolve progressivamente. Parliamo, ad esempio, di asma, artrite, colon irritabile: non sono patologie differenti ma l’evoluzione naturale di un’unica patologia che deve essere presa in carico da un team di specialisti che si parlano e si confrontano”.

Sarà operativa da ottobre una struttura multidisciplinare al Centro Direzionale, dove lavoreranno medici, infermieri, personale sanitario, che lavoreranno in sinergia su ogni singolo caso clinico. “E’ giusto – conclude Minelli – affidare ogni patologia allo specialista, però poi qualcuno deve tenere le redini della situazione senza far diventare il paziente

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