A scuola tra interculturalità e riscatto: studenti di Scampia docenti e tutor dei colleghi americani in visita

Quindici studenti del New Jersey al Liceo 'Elsa Morante' di Scampia per il progetto Changing places far away. L'intervista a NapoliToday

Gli studenti

A distanza di un anno dal nostro primo incontro con gli studenti e gli insegnanti del Liceo Elsa Morante, siamo tornati all’istituto di Scampia per scoprire il nuovo progetto di scambio culturale promosso dalla scuola, il Changing places far away. Questa volta, in visita a Napoli, sono giunti 15 studenti americani (provenienti dalla Bergen Arts and Science Charter High School di Hackensack in New Jersey).

I giovani alunni americani saranno in visita al Morante per 10 giorni, ripartendo il 28 maggio. Oltre a vivere in pieno le attività scolastiche e visitare luoghi di grande interesse archeologico, storico, paesaggistico e culturale (come Pompei, il centro  storico di Napoli e Sorrento),  i 15 ragazzi sono ospitati dalle famiglie di altrettanti studenti dell’istituto di Scampia, cosa che assicura uno scambio culturale a 360°.

Per questo speciale progetto, sono stati selezionati alcuni degli alunni dell’istituto di Napoli Nord che in passato hanno già partecipato al programma Erasmus+ . A loro il compito (dopo attenta preparazione da parte del personale della scuola) di fare lezione di arte, lingua e cultura (rigorosamente in inglese) ai compagni in visita, di fargli da guida ai siti d’interesse e soprattutto di fargli da tutor insegnandogli  come realizzare il progetto changing places nella propria scuola. Toccherà agli studenti americani, infatti, a settembre, ospitare i colleghi del Morante, come previsto dal progetto di scambio. 

Ad accompagnare i ragazzi in questo speciale viaggio oltreoceano, la supervisor Bridget McCarthy e il docente di storia, Christopher Mileo.  

“C’è grande motivazione ed entusiasmo da parte di tutti – ci spiega Marina Stravolo, insegnante del Morante e tra le coordinatrici dei progetti di scambio -, sia da parte del personale dell’istituto (guidato dal dirigente Riccardo Güll) che da parte degli studenti coinvolti e delle loro famiglie”.

E proprio il ruolo delle famiglie si rivela, ancora una volta, centrale in questo tipo di progetti. La disponibilità ad accogliere gli studenti stranieri, a fargli vivere in pieno uno spaccato della loro vita quotidiana e quindi delle “nostre” abitudini e della “nostra” cultura, aiuta molto i ragazzi ad integrarsi al meglio. Un arricchimento vero, una crescita che non riguarda solo la carriera scolastica, ma anche il lato umano.  

Lorenzo (16 anni, III Linguistico) che ospita Dominik, ci racconta che il collega d’oltreoceano è stato subito accolto con grande entusiasmo dai suoi familiari, nonostante le abitudini diverse e le difficoltà con la lingua. A lui, infatti, il compito di fare da interprete. Ma questo non scoraggia, ci racconta, anzi… anche durante la “tradizionale” domenica in famiglia il collega statunitense è stato coinvolto con gioia. 
Anche  tutti gli altri studenti del Morante che intervistiamo ci tengono a sottolineare quanto le famiglie li stiano supportando in questo percorso così speciale. Melissa (16 anni, III Linguistico), che ospita Alexandra, è dello stesso avviso ed è grata alla scuola e alla famiglia per l’opportunità. Anche Nicola (18 anni, IV Scientifico), che ospita Anthony Michael, ci dice che tutti in casa hanno cercato di mettere subito a proprio agio il gradito ospite, accolto con grande curiosità ed entusiasmo.  Con questo progetto, a lui – ci rivela emozionato -  la scuola offre anche "l’opportunità di avverare un grande sogno, con la partenza di settembre verso gli Stati Uniti".

Dal canto loro, gli statunitensi Anthony, Dominik, Alexandra e Jenna Rose non hanno dubbi: l’esperienza è pienamente positiva, sono colpiti dalla grande ‘convivialità’ e dal calore delle famiglie ospitanti, i compagni italiani sono ormai “degli amici che di certo non perderanno anche in futuro”, il cibo ottimo e la città e i siti visitati "ancora più belli di quanto si aspettassero". Sorprende, in positivo, anche che qualcuno risponda “Green” (piena di  verde, con particolare riferimento alla vista dall’aereo in atterraggio) quando chiediamo di descriverci Napoli con una sola parola, oltre che “bellissima”, “una seconda casa”, “accogliente”, “viva” e “calorosa” . 

Anche la supervisor McCarthy e il professor Mileo hanno parole di grande entusiasmo. Si tratta di una meravigliosa opportunità di crescita per i loro studenti. A colpirli degli alunni del Morante coinvolti nel progetto, invece, “l’ottima capacità espositiva e linguistica e l’elevato livello culturale”. Elogi anche per il forte “senso di rispetto nei confronti degli insegnanti e dell’istituzione”.  Ed ecco che, in un panorama generale in cui rimbalzano quotidianamente alla cronaca notizie di violenza e bullismo in ogni dove, accade che in quartiere di periferia , ritenuto “difficile”, giovani studenti ricevano complimenti non solo per la loro preparazione in ambito didattico, ma anche e soprattutto per le loro doti umane, per la loro educazione.

E le parole che poco prima ci avevano detto Lorenzo, Nicola e Melissa diventano ancora più vere e importanti: “Le cose belle di questo quartiere vengono messe troppo poco in evidenza, l’immagine di Scampia che si ‘esporta’ è un’altra, sempre negativa. Ma questi progetti servono anche ad abbattere i pregiudizi, a mettere in evidenza il bello che c’è”.

La voce di questi ragazzi è unanime, sono orgogliosi di essere volto e voce dell’istituto in questo progetto, ma anche di esserlo del proprio quartiere. Ed è così che un progetto scolastico diventa anche occasione di riscatto. Un’occasione colta al meglio da questi giovani che ringraziamo, perché sono il nostro futuro migliore

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