“Quello strano oggetto a forma di chitarra”: la storia del bidet, Savoia contro Borbone

Il primo catino di metallo e legno presente in Italia è nella Reggia di Caserta: l'oggetto è stato più volte strumento di scontro tra nord e sud

Foto tratta dallo speciale di Piero e Alberto Angela sulla Reggia di Caserta

“Uno strano oggetto a forma di chitarra”. Si narra sia stato questo il commento dei Savoia di fronte al bidet che la regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena si era fatta sistemare nel suo bagno privato all’interno della Reggia di Caserta. L’esemplare in questione, di cui ha raccontato anche Alberto Angela nel suo speciale televisivo sulla Reggia vanvitelliana, è composto da un catino di metallo montato su una struttura di legno e la definizione della famiglia piemontese sarebbe contenuta nell’inventario dei beni ritrovati nella Reggia. Si tratta certamente del primo bidet di cui si ha traccia in Italia: sulle reali origini di questo oggetto, però, la diatriba è aperta da tempo.

Usato più volte come oggetto di "scontro culturale" tra Nord e Sud - tanto per citare un episodio, quello che ha coinvolto il torinese Massimo Gramellini in uno scontro verbale con il giornalista campano Roberto Saviano, all’indomani del servizio scandalo del Tgr Piemonte in cui il giornalista Amandola, poi sospeso, parlava di “napoletani che puzzano” - pare però che la sua invenzione non sia dovuta ai partenopei.

Dei tanti primati riconosciuti alla dinastia dei Borbone delle due Sicilie, che governarono Napoli per oltre 130 anni – il primo orto botanico, il primo osservatorio astronomico, la prima illuminazione a gas di una città italiana, la prima Locomotiva a vapore – pare che non sia possibile far rientrare anche questo oggetto destinato all’igiene personale. Fonti storiche sostengono infatti che il primo bidet di cui si abbia testimonianza ufficiale sia stato introdotto in Francia nel 1710, dall’inventore Christophe Des Rosiers, presso la residenza del Primo Ministro francese su richiesta di sua moglie, Madame De Prie. Alla Reggia di Versailles ne furono installati 100, poi eliminati una decina d’anni più tardi perché inutilizzati.

Due piccole curiosità. La prima riguarda l’etimologia: il termine bidet, in francese, indica anche il pony. L’omonimia è dovuta alla posizione assunta durante l’utilizzo del bidet, simile a quella assunta quando si cavalca un pony. La seconda è che in Italia dal 1975, quando con Decreto ministeriale furono stabilite le nuove norme igienico-sanitarie dei locali d’abitazione, l’installazione del bidet è considerata dotazione obbligatoria della stanza da bagno insieme a vaso, vasca da bagno o doccia, e lavabo.

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