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Liberazione, il racconto dell'ultimo partigiano: "Trentamila napoletani dissero 'no' ai tedeschi"

 

Gennaro Di Paola ha 95 anni. Anzi 95 e mezzo, come lui tiene a precisare. E i giorni della liberazione li ricora benissimo. Lui era uno dei trentamila napoletani che disertarono la chiamata tedesca e che il 25 aprile 1945 insorsero contro l'esercito nazifascista, liberando Napoli e il resto d'Italia. 

"Non eravamo soldati, eravamo giovani ribelli - racconta Gennaro ai microfoni di Napolitoday - ero rientrato a Napoli l'11 aprile. Furono trentamila i napoletani che risposero alla chiamata tedesca. Ci dissero che chi non aveva una giustificazione sarebbe stato fucilato. Noi ci siamo giustificati imbracciando i fucili. Erano tempi difficili, l'esercito italiano ci avev lasciati soli, molti generali rubavano solo lo stipendio. Sono molte le verità storiche di cui non si parla e che restano nascoste". 

Da allora, Gennaro non ha voluto più sapere di guerra: "Non ho più preso un fucile nemmeno al luna park. La guerra va evitata in ogni modo. Chi parla di guerra andrebbe rinchiuso". 

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