Dove finiscono i ragazzi di camorra? La risposta in un libro

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Che fine fanno i ragazzi che restano imbrigliati nella rete della malavita organizzata? Prova a spiegarlo in un libro Gianni Solino, da anni impegnato nell'associazionismo anticamorra nel territorio al confine tra Napoli e Caserta, falcidiato dal clan dei casalesi. 

Ed è proprio sulla zona di Casal di Principe, Casapesenna e Comuni confinanti che l'analisi di Solino si concentra. In particolar modo, in "Cratere - Dove finiscono i ragazzi di camorra" l'autore parla di quei giovani che hanno cullato il sogno di diventare boss ma che hanno fallito. "Dobbiamo interrogarci su come recuperarli - spiega Fabio Giuliani dell'associazione Libera durante la presentazione del libro alla Fondazione Polis - Anche l'associazionismo forse ha peccato in attenzione nei confronti dei più giovani. Dobbiamo superare la dicotomia tra anticamorra e pro camorra, tra buoni e cattivi, per provare a tirare verso di noi qusti ragazzi". 

Nel libro, Solino traccia ache una strada: "L'unione si scuola e famiglia può salvare i minori che vedono nella camorra l'attrattore iù potente, sopratutto in contesti in cui non c'è null'altro. Non si possono spendere milioni per tenere giovani boss in carcere e non investire sulla scuola per prevenire questo fenomeno". 

Tra i partecipanti alla presentazione, anche don Tonino Palmese, padrone di casa in quanto responsabile della Fondazione Polis: "La Chiesa ha un modello consolidato, quello degli oratori, che però deve essere capace di adattare alle situazioni. Il punto non è la confessione, ma insegnare a stare in mezzo agli altri". 

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