Piazza Sannazaro, a fine Ottocento c’era ancora il mare

L’ampio slargo che collega Mergellina e Fuorigrotta fu scenario nel 1973 di un terribile incidente tranviario

Foto di Chiara Di Martino

È una piazza abbastanza recente eppure la sua ampiezza e la sua eleganza le regalano un’aria di storicità: piazza Sannazaro (dal nome del poeta e umanista Jacopo) è il punto di collegamento tra Mergellina e Fuorigrotta ed esiste solo dalla fine dell’Ottocento. All’epoca, il mare occupava ancora gran parte dell’area oggi coperta dalla piazza, finché non fu compiuta la grande colmata necessaria alla realizzazione di via Caracciolo e viale Gramsci, che doveva terminare in uno slargo degno della sua eleganza. Allora, di palazzi ve n’erano pochi e si affacciavano quasi tutti lungo la via Mergellina: tra questi, il casino della duchessa di Pescolanciano che si trova in prossimità delle tredici discese di Sant’Antonio.

Negli anni Venti del Novecento fu completata la sistemazione della piazza con la costruzione della galleria Laziale (dal nome dell'impresa che la costruì: Società Edilizia Laziale) che fece da nuovo collegamento con Fuorigrotta e Posillipo, affiancata da due palazzi. Fu il secondo tunnel di collegamento tra le due aree, dopo la Galleria delle Quattro Giornate, che poco più avanti, verso la stazione di Mergellina, collega Piedigrotta a Fuorigrotta (aperta nel 1884, si chiamava in origine galleria IX Maggio in omaggio al giorno della proclamazione dell'Impero, fu poi rinominata dal 1945 galleria delle Quattro Giornate).

Al centro della piazza, campeggia la Fontana della Sirena, di Onofrio Buccini, alla cui creazione ha partecipato anche Francesco Jerace, in piazza Sannazaro dal 1924 (era stata realizzata nel 1869 per ornare i giardini della stazione ferroviaria e poi trasferita dove si trova ora). Protagonista è colei da cui tutto ebbe inizio, la Sirena Partenope, leggendaria fondatrice della città che morì nelle acque del Golfo perché respinta da Ulisse. Nel 1973, piazza Sannazaro fu scenario di un terribile incidente tranviario: un tram guasto, trainato da un’altra vettura da San Giovanni verso il deposito di Fuorigrotta per essere riparato, si staccò all’interno della Galleria (all’epoca i binari erano ancora al centro della strada): senza conducente né freni, precipitò velocemente scendendo verso la piazza e falciò un taxi fermo al semaforo, per poi terminare la corsa sui giardini della fontana, coricato su un lato. Le vittime, entrambe giovanissime, furono due: l’autista del taxi e il suo passeggero.

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