Sorrentino: "Perdere i genitori in adolescenza è un problema serio. La mia giovinezza è finita lì"

"Il Divo e "La grande bellezza" i film preferiti dal regista napoletano. L'intervista a Vanity Fair

"Mio padre Sasà era molto introverso. Parlava pochissimo, aveva una sua autorevolezza e metteva, non soltanto a me, molta soggezione. Era fascinoso. Mia madre diceva tutti i giorni: “Somiglia a Jean Paul Belmondo”, ma non era vero. È solo che l’amava in modo spropositato. Non era baciato da una bellezza classica, però piaceva. E quando aveva voglia, ma doveva averne, sapeva far ridere". Paolo Sorrentino apre lo scrigno dei suoi ricordi in una intervista rilasciata a Malcom Pagani su Vanity Fair. Sulla prematura scomparsa dei suoi genitori nell'aprile '87 per una fauga di gas nella casa di montagna racconta: "Avevo sedici anni e fu una tragedia indescrivibile. Le parole che conosco non sono adatte. Mi perdonerà se glisso. Servirebbero le immagini, la disinibizione e il coraggio. Servirebbe un film. La spavalderia di cui parlavo prima finora ha incontrato un limite in merito a questi eventi così personali. Ma non è detto che, nei prossimi anni, non vinca il pudore e racconti di questo. Anche se sono trascorsi tanti anni, ci vuole tempo per ponderare, vincere le resistenze. La mia giovinezza è terminata quel giorno. A 16 anni. Per questo poi ho fatto un film sulla giovinezza con protagonisti due uomini ottantenni. Volevo, almeno nella finzione, cambiare radicalmente il corso degli eventi. Non esiste un tempo giusto per perdere i genitori, ma perderli in adolescenza è un problema molto serio. A 16 anni hai bisogno di appoggio, di conforto, di sicurezze".

Film preferiti

"Il Divo e "La grande bellezza" hanno qualcosa in più perché sul set c’era un’atmosfera lieta. Grande fiducia in quel che facevamo. Forte energia sotterranea. Il film è veramente un lavoro collettivo. Basta un elettricista con cui lavori da sempre, che magari ha accettato in precedenza un altro lavoro e deve rinunciare al tuo, per rovinare il clima complessivo. Per questo adesso sarebbe pericoloso fare dei film con le mascherine, ci sarebbero fonti di preoccupazione e mancanza di armonia".

Attori

Sugli attori con i quali ha lavorato il regista cita su tutti Sean Penn, protagonista in "This must be the place" e Toni Servillo, attore icona del cinema di Sorrentino: "Il primo ciak con Sean Penn, la sensazione non di avere a che fare con un attore, ma con un extraterrestre prestato alla recitazione; le cene, dopo il set, in trasferta, con Toni Servillo, a ridere fino a tardi, sono tutte emozioni indimenticabili".

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Desideri

"Un desiderio vero? Dedicarmi molto al giardinaggio, comincia a piacermi proprio tanto. E poi che il Napoli vinca finalmente lo scudetto. Non m’interessano le coppe, m’interessa lo scudetto. Per il resto, non ho particolari ambizioni, vorrei abbeverarmi a qualche sogno da pensionato: svernare in un posto in cui faccia caldo, scrivere di più e girare di meno. Riposarmi perché il set è faticoso, comporta enormi responsabilità e in fondo non l’ho mai idealizzato così tanto. Arrivi con i nervi a fior di pelle e hai sempre paura di non farcela. Poi ce la fai e la sfanghi, ma non voglio che sia la mia priorità per tutta la vita" .

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