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Malattie e disabilità possono creare l'arte. Il caso Caravaggio

Malattie e disabilità hanno rappresentato in molti casi l’origine e la spinta alla creatività di grandi artisti, come sostiene il dottor Giuseppe Clemente

 

Malattie e disabilità, contrariamente a quanto si pensa comunemente, hanno rappresentato in molti casi l’origine e la spinta alla creatività di grandi artisti.

Caravaggio, per il quale si può ipotizzare un ''disturbo di personalità borderline'' o come nel caso di Niccolò Paganini che, forse, non sarebbe mai arrivato a virtuosismi così elevati senza la Sindrome di Marfan o di Ehlers Danlos. Gli esempi citati da Giuseppe Clemente medico di medicina generale e cardiologo, nell'ambito del convegno “Il medico e l'arte”, sono molteplici. Goya, ad esempio che muta il suo modo di dipingere , inventandosi la “ pinturas negra” a causa del saturnismo (intossicazione da piombo) da cui era affetto o Monet e Degas, affetti da patologie oculari, che inevitabilmente modificano e modernizzano il loro modo di dipingere.

Ampio risalto è stato dato anche allo stretto rapporto tra creativita’ artistica e le malattie mentali, fondato su basi scientifiche , con esempi come Poe, Blake, Ligabue, Zinelli e ai i musicisti della musica pop degli anni 60-70, Pink Floyd, in particolare, influenzati nella loro produzione musicale dall’uso delle droghe. 

Hanno partecipato al convegno, tenutoti presso L'istituto per gli Studi Filosofici di Napoli e promosso dall'Associazione nazionale medicina legale pubblica amministrazione (Anmelepa) e dalla Commissione medica di verifica Mef di Napoli, Luigi Lista e Giuseppe Guadagno, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'associazione, il chirurgo Gennaro Rispoli, fondatore del Museo delle Arti Sanitarie.

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