Il Settecento musicale Napoletano, intervista al Maestro Enzo Amato

Studioso della scuola napoletana, Enzo Amato ha riportato alla luce capolavori dimenticati e istituito il Festival Internazionale del Settecento musicale Napoletano. “La musica Classica nasce a Napoli e non in Germania. E il '700 partenopeo fu modello anche in Russia”

Il Maestro Enzo Amato

Chitarrista, compositore, direttore d’orchestra e saggista, il Maestro Enzo Amato ha condotto studi sul ‘700 musicale napoletano riportando alla luce numerosi suoi capolavori dimenticati. NapoliToday lo ha intervistato ricostruendo la storia delle sue ricerche. Abbiamo inoltre approfondito i temi di una sua recente conferenza in Russia, e tratto alcune anticipazioni sul prossimo Festival Internazionale del Settecento musicale Napoletano.

Maestro Amato, come nasce il suo interesse per il Settecento musicale Napoletano?
“Mi sono appassionato alla Scuola musicale del Settecento Napoletano fin da ragazzo. Mi meravigliò molto, nel corso dei miei studi, di trovare su di essa così poche notizie. I libri di Storia della musica ne parlavano raramente, additandola peraltro come una fortuita coincidenza o un'astrazione storiografica. Negli anni '80 ho quindi fondato l’Associazione Domenico Scarlatti con l’intento – oltre che di dare merito alla memoria del grande musicista napoletano – di cominciare degli studi sistematici su questa Scuola”.

Come si sono sviluppate le sue ricerche?
“Abbiamo riproposto molti capolavori in prima esecuzione assoluta in tempi moderni, come Il Requiem e la Messa in re Maggiore di Niccolò Jommelli, I Pittagorici di Giovanni Paisiello, un Miserere di Alessandro Scarlatti, 17 Sinfonie di Domenico Scarlatti, e molte Sinfonie di Nicola Fiorenza, Antonio Sacchini, Niccolò Piccinni, Pasquale Anfossi – di cui va ricordato il plagio mozartiano – Alessandro Pietro Guglielmi, che sono state raccolte in un cd edito dalla Antes Concerto di Milano con il titolo Sinfonie Napolitane”.

Arriviamo al Festival Internazionale del Settecento musicale Napoletano.
”Alla fine degli anni '90 ho fondato il Festival Internazionale del Settecento musicale Napoletano, che è arrivato quest’anno alla sua XVIII edizione con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Parlamento Europeo Ufficio per l’Italia, della Commissione Europea Rappresentanza italiana, della Regione Campania, del Comune di Ravello e del Comune di Napoli. La manifestazione ospita prestigiosi concertisti e studiosi, ed è diventata un punto di riferimento per gli appassionati”.

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