“Havana Blue”, l'amore per Cuba nel nuovo progetto musicale di Adriano Clemente

Dopo "The Mingus Suite", prosegue la collaborazione tra l'etichetta Dodicilune e il compositore, pianista e arrangiatore con questo nuovo progetto di composizioni originali in stile latin

La copertina

E' uscito in Italia e all’estero “Havana Blue” di Adriano Clemente. Dopo "The Mingus Suite”, prosegue la collaborazione tra l'etichetta Dodicilune e il compositore, pianista e arrangiatore con questo nuovo progetto di composizioni originali in stile latin ispirate dalla musica di Bebo Valdes, Mario Bauza, Tito Puente, Mongo Santamaria e altri giganti della musica latina tradizionale.

Il lavoro nasce dall'amore di Clemente, che ha vissuto un lungo periodo dell'adolescenza a Napoli, per la cultura e musica cubana, come recita chiaramente il titolo e prende forma proprio in seguito ad alcuni viaggi nell'isola caraibica, dove il progetto è stato interamente registrato insieme ad una nutrita compagine di artisti cubani. Il cd ospita Santiago Ceballos (tromba), Heikel Trimiño (trombone), Yuniet Lombida e Victor Guzman (sax alto/baritono), Emir Santa Cruz (sax tenore e clarinetto), Leyanis ValdÉs (piano), Yandy Martinez (contrabbasso), Augusto Lage (congas), Lennon Ruiz (timbales, snare drum, claves) e Adel Rodriguez (bongos, maracas, güiro, cowbell). «Il mio interesse nella musica Cubana e nella tradizione musicale Latina in generale è nato dopo aver ascoltato la musica del grande pianista, compositore e arrangiatore Bebo Valdés (1918-2013), uno degli artisti più importanti sulla scena a L’Avana negli anni cinquanta, la cui carriera, dopo un’interruzione di più di trent’anni, è ricominciata gloriosamente nel 1994 fino alla sua morte», sottolinea Clemente. «Nel dicembre del 2015, mentre mi trovavo a L’Avana ho avuto la fortuna di incontrare sua nipote Leyanis Valdés, figlia del noto pianista Chucho Valdés, e lei stessa pianista e co-leader insieme al fratello Jessie di una band che si esibisce regolarmente nei jazz club della città. Dopo aver gentilmente acconsentito a partecipare alle registrazioni delle mie musiche, il suo collaboratore e sassofonista Yuniet Lombida mi ha aiutato ad organizzare la band, e in breve tempo avevo a disposizione alcuni fra i migliori musicisti della scena jazz locale per formare una versione cubana del mio Akashmani Ensemble», ricorda il compositore.

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Il disco propone nove brani. Dopo Bebo de Cuba, Blue Calypso e Bauzá, spazio alla Latin Nostalgia Suite (con i quattro movimenti) per poi chiudere con Sambossa e Havana Blue. "Bebo de Cuba è dedicata a Bebo Valdés ed è eseguita nello stile di un danzon, a cui fa seguito un tumbao che funge da base per gli assoli di Emir Santa Cruz (sax tenore), Heikel Trimiño (trombone) e Leyanis (piano). Blue Calypso, nonostante il titolo, non è un calypso e viene eseguito come una guaracha, con assoli di Yuniet Lombida (sax alto), Santiago Ceballos (tromba), Heikel (trombone), Leyanis (piano) e Adel Rodriguez (bongos). Bauzà è un cha cha cha dedicato al grande musicista Mario Bauzà (1911-1993), il quale ebbe un ruolo enorme nell’introdurre la musica e i ritmi Cubani a New York negli anni trenta. Le prime misure del tema citano una sua composizione che si chiama El Mareito. Gli assoli sono di Yuniet (sax baritono), Yandy Martinez (contrabasso), Lennon Ruiz (timbales) e Augusto Lage (congas). La Latin Nostalgia Suite è in quattro parti che esprimono una varietà di stili e stati d’animo. Latin Nostalgia I si basa su un ritmo di samba. Latin Nostalgia II è un cha cha cha ispirato da una composizione di Bebo Valdes che si chiama Siempre Cantando. Latin Nostalgia III è un bolero-cha. Latin Nostalgia IV inizia con una sezione introduttiva eseguita dai soli fiati, seguita da un tumbao nella clave di son 2/3 con variazioni al piano che interagiscono con le percussioni, prima di una breve improvvisazione collettiva che riconduce al tumbao iniziale. Sambossa si basa nuovamente su un ritmo di samba. «Havana Blue, eseguito come un bolero, è l’unico brano che ho composto mentre ero a l’Avana, appena prima di iniziare le sessioni di registrazione. Il “blue” del titolo si riferisce sia al colore particolare del cielo all’alba e dopo il tramonto che potevo ammirare dalla mia terrazza nel Barrio Chino con vista sul Capitolio, sia al sentimento di nostalgia per il cuore di questa città. Immaginavo l’atmosfera a L’Avana negli anni cinquanta, e l’impressione di un viaggiatore al momento di lasciare Cuba», conclude Clemente.